parassita della società

ti conosco da una vita ed è una vita che ti lamenti
ti ho sempre sentito dire che la tua vita è una merda
che gran rottura di balle che sei stata, ora te lo posso dire.
certo che la tua vita è una merda, cara,
ti sei sempre rapportata con miti della tv e con i personaggi dei fumetti di cui ti drogavi pome potevi uscirne indenne se desideravi cose che non potevi avere
anche io sono cresciuta in una famiglia monostipendio faticando per andare avanti eppure mi sono sbracciata e ho lavorato fin da quando avevo 17anni
non mi sono mai pianta addosso, ho studiato e ho cercato di elevarmi.
tu che hai fatto? sei rimasta ranocchia brutta e insipida nella tua stanza a sognare senza creare, a desiderare senza costruire
come una trsite cenerentola moderna a piangere sui tuoi vestitucci da mercatino che poi erano uguali ai miei e sulla tua imperfezione fisica provando rancore e frustrazione verso non si sa chi o che cosa.
Poi un giorno ti sei svegliata, hai riversato tutto il tuo odio e la tua rabbia sulla tua famiglia e la tua invidia sulle persone che erano un pò più fortunate di te e poi la tua ira e la tua cattiveria su tutti gli altri.
neri grassi gay e ricchi chiunque non corrispondesse ai tuoi canoni chiunque non fosse presente nei tuoi fumetti, chiunque fosse al di la dei tuoi schemi.
criticavi velenosamente chiunque, faccia a faccia, senza criterio ne diplomazia senza pensare se magari era un’offesa o meno senza nemmeno pensare che solo chi è senza peccato debba scagliare la prima pietra!!!
ti sei svegliata e ti sei sentita la più bella del reame, la più intelligente del regno ma sempre carica di frustrazone,
criticavi tutti quelli che avevano piu di te ( anche se se l’erano guadagnato col sudore)
e tutto quello che non potevi avere come la volpe fa con l’uva aspra.
nonostante la tua illuminazione sei rimasta però una parassita, una scroccona elemosinatrice come nessuna al mondo, le tue scuse per non uscire soldi o per domandare un passaggio o un pasto a costo zero andrebbero pubblicate in un libro, neanche un barbone arriverebbe a tanto e ne avrebbe più bisogno di te
avresti venduto tua madre per cento euro per avere dei soldi in più per comprare qualche inutile status simbol che ti facesse sentire più importante.
sogni un mondo tutto tuo troppo lontano e inarrivabile, cara mia, un mondo che puoi solo leggere o disegnare ma che purtroppo è lontano dalle tue corde.
ma sognare non fa male, basta avere la capacità di discernere il sogno dalla vita vera.
Poi però un bel giorno nella tua favola di cenerentola arriva la svolta finale, elemosinando passaggi e scroccando cene decidi di uscire con noi amiche criticando ogni posto dove andiamo e ogni parola che diciamo, persino i vestiti che mettiamo.
ma noi chissà per quale stracazzo di motivo continuiamo a tollerarti anzi, io li sommersa dalla tua voce stizzita forse stremata dal martirio che facevi ai miei neuroni o forse per la gioia di scaricarti a qualcuno, ti faccio conoscere un ragazzo, un gran bel ragazzo che, giuda porco, si rivela essere il principe azzurro che aspettavi.
pronto a sollevarti dalla merda in cui vivi e a portarti nel mondo dei tuoi sogni.
sposata mantenuta e ingravidata nel giro di 3 anni. portata in america dove devi solo badare a farti sbattere da lui e a coltivare i tuoi disegni e i tuoi fumetti.
cosa vuoi più dalla vita? ora hai realizzato i tuoi sogni, sei una mantenuta in amercia con un uomo da mostrare come un trofeo e che ti ha preso così cessa come sei.
sei contenta? la tua favola si è realizzata con il visse felice e contenta. potevi almeno dirmi grazie!!!ma forse hai fatto bene a non ringraziarmi perchè io dentro di me ogni giorno spero che qualcosa cambi ancora nella tua vita.
non può un parassita della società come te, una succhianeuroni, una trifolacoglioni, una criticatrice laureata a pieni voti all’università dello scassamento di minchia farla così franca.
io spero con tutta me stessa chè lui si accorga di chi sei veramente e ti lasci li, nel mezzo di una bella autostrada americana senza cittadinanza e senza un soldo con il tuo corpicino magro e i tuoi labbrucci smunti…. sola con i tuoi fumetti e qualche bel pennarello con cui disegnare i cactus che vedi.
dai che col culo che hai magari fanno anche un film sulla tua vita

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Informazioni su Emily Dickinside

un diamante dalle mille sfaccettature
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