scrivere per non morire

che carina la mamma dell’amica mia, ha letto da qualche parte che io scrivo e mi ha immaginata donna in carriera, giornalista dietro una scrivania o autrice di best sellers che firma autografi.  mi è piaciuto per un minuto entrare nella testa di questa signora ed immaginarmi come mi credeva lei, mi è dispiaciuto poi però doverla deludere, doverle dire che si, io scrivo ma scrivo per non morire.

scrivo perché è l’unica cosa che mi riesce ( anche se piuttosto male)

scrivo perché certe volte non riesco a dire quello che penso davvero e mi viene molto meglio metterlo su carta o batterlo sui tasti

scrivo perché solo così esce la vera me stessa. quella cinica/romantica/repressa e confusa che mette pace al caos che ha in testa solo quando si siede e si mette una penna tra le mani e una matita tra i capelli.

e sono felice che alcuni miei articoli siano stati pubblicati, che il mio blog sia letto e che i miei amici mi dicano che ciò che di mio leggono, li diverte

 e sono orgogliosa che finalmente mia madre abbia capito che questa è la mia vera natura e che mi padre mi abbia detto che scrivo bene ma che purtroppo di questo non si mangia.

ma io non sono sicura manco per nulla di scrivere bene, sono confusa nel cervello , nel cuore, nelle viscere e confusa in ciò che produco di conseguenza.

sono entusiasta quando ferma al semaforo, o mentre mi asciugo i capelli o persino quando mangio la pasta ho l’ispirazione, ho la trama perfetta, l’idea geniale ma poi quando arrivo al dunque la mia pensata favolosa, il mio romanzo da premio strega s rivela un’accozzaglia di luoghi comuni, di frasi rubate, di robaccia scadente scritta in pigrizia.

il problema è che sono sempre diretta all’obbiettivo nella vita e sulla carta quindi quando  scrivo , creo scheletri di romanzi senza carne addosso e ho come in un rapporto carnale l’ansia di finire , di vedere come è venuto e di chiedere come è stato, ho l’ansia di arrivare e non mi godo il viaggio,

chi li legge mi dice che son belli …ma…

quel ma… quel ma mi fa capire che non è manco questa la mia strada

che forse è solo un paravento dietro il quale mi nascondo uno dei tanti che ho aperto e chiuso nella mia vita.

perché se mi fermo e mi confronto con chi come me scribacchia, mi sento sempre inferiore, mi sento una che non sa manco dove mettere le virgole, una che deve scrivere per avere uno sfogo, per non impazzire, per fare una sorta di lista della spesa mentale, una che  usa le lettere dell’alfabeto per difendersi dal mondo, per non  aprire gli occhi e vedere la realtà.

poi qualcuno che mi conosce bene mi mette una mano sulla spalla e mi dice perché ti confronti? tu sei quella che sei e scrivi quello che senti, non devi avere paragoni in una cosa creativa, devi essere libera, senza obbiettivi, senza meta e non fa nulla se mai nessuno ti pubblicherà, ti premierà o ti loderà, non ti basto io che mi  siedo accanto a te e a sbirciare ciò che scrivi ?

 

Annunci

Informazioni su Emily Dickinside

un diamante dalle mille sfaccettature
Questa voce è stata pubblicata in istruzioni per l'uso e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...