la fine

1746251_n

ogni tanto mi sdraio sul letto a pancia in su e penso.

le ragazze normali sognano il principe azzurro, il lieto fine, il matrimonio,

io no, io che sono cinica immagino la fine.

forse lo faccio per scaramanzia, per esorcizzare  la paura, la strizza e l’ansia che ti viene solo al pensiero che tutto possa finire.

tutte le storie cominciano con un per sempre, tutti vogliono sperare nel fiabesco happy ending ma nessuno mai pensa alla fine, perché se nel momento in cui la sua mano fosse sulla mia per la prima volta io pensassi alle sue lacrime mentre mi giro e vado via, nessuno mai oserebbe innamorarsi.

io invece sono strana e quindi si, io ci penso a come mi posso ridurre, a come sarei moralmente distrutta a come sarebbero rossi e gonfi i miei occhi a quanto la gastrite mi possa ululare dallo stomaco se anche stavolta, l’ennesima storia andasse a puttane.

e voi? avete mai pensato alla fine di una storia? ci passiamo spesso, quasi ognuno di noi avrà troncato almeno 5 relazioni dalle più banali alle più serie eppure , eppure non impariamo mai! ogni volta è sempre la stessa storia, anzi no, ne usciamo sempre peggio.

io ad esempio ho imparato a rovinare le relazioni fin da subito, io pianto già le mine anti uomo al primo appuntamento, così so di che morte devo morire.

che poi è quasi sempre colpa mia!

ma quello di cui voglio scrivere oggi non è tutto ciò che succede dopo ma tutto quello che succede durante.

tutto quello che succede da quel momento in cui c’è un piccolo buco nel vostro cuore, e avete una mancanza d’aria e un giramento di testa e capite che qualcosa non va. capite che lui/ lei vi ha traditi o capite che forse l’amore è finito e quello che vi lega è solo routine o che forse non siete fatti per stare assieme, che c’avete provato ma basta più.

avete mai riflettuto, dal momento in cui dite <basta non ce la faccio più> a tutto quello che succede?

nell’istante in cui realizzate che state per tagliare di netto una relazione in cui avete messo la vostra vita, il vostro tempo, il vostro cuore i vostri odori e sapori, e perfino i vostri soldi e ora , ora è tutto finito, per colpa vostra, per colpa sua, perchè siete egoisti, infantili, perchè potevate dare di più, perchè non siete mai soddisfatti e contenti. perché l’avete tradito perché vi siete disinnamorati..

non c’è una legge che vieta all’amore di finire ma spesso termina solo da una parte e il dolore che ne segue per chi ancora spera e ama può quasi portare alla pazzia, le cicatrici che lascia la fine di una storia non si rimarginano mai e sarà sempre quello che verrà a pagare le conseguenze della nostra mente che ci protegge applicando strani metodi che forse fanno più scappare la persona che avvicinarla.

quando una storia è alla fine lo si vede dai gesti, lei sarà fredda, lui sarà sempre al cellulare, lei non vorrà fare l’amore, lui tornerà più tardi a casa, lei inizierà a farsi domande, a fare domande, a diventare asfissiante, lui sarà stanco delle solite cose, inizierà a voler stare da solo, l’altro non capirà. ci sarà freddezza, nervosismo, distacco, astio.

fino a quando non si arriva alla maturazione della situazione insostenibile e ci si fa la domanda, si dice <siediti, parliamone da persone adulte>. ma per queste cose non si è mai abbastanza adulti. il cuore fa male ad ogni età, la delusione brucia sempre.

e ci sarà vendetta e lacrime e urli e minacce e preghiere e rimpianti e pensieri e ricordi  ma non ci sarà più nulla da fare.

e lui andrà via con quattro vestiti messi a caso in un borsone e lei piangerà con le spalle alla porta e andrà davanti l’armadio e vedrà il vuoto lasciato dalle sue camicie e sentirà quello stesso vuoto nel petto che non la farà respirare.

e lo chiamerà, lo pregherà di ritornare, di riprovarci, gli ricorderà qualcosa di bello, gli citerà una frase, gli canterà una canzone.

e lui sarà li con il telefono in mano quasi convinto di aver fatto una cazzata, che poi tutto sommato si poteva ancora stare assieme, che forse.. che forse… tutto questo dolore si può evitare.

c’è secondo me, nell’amore qualcosa di sbagliato ed è il doversi legare ad una persona per forza, a tutti i costi.

il condividere, il donarsi e il finire tutto nel peggiore dei modi.

mi piacerebbe che non fossimo programmati per soffrire, che ogni storia finisse con un <va bhe ci si sente>

così che noi potremmo amare molto di più, mi piacerebbe assaporare molte più persone, mi piacerebbe davvero cercare quella giusta tra la gente, ma il dolore di una separazione è troppo forte e spesso ce lo impedisce.

siamo ostacolati da noi stessi, siamo ostacolati dalla paura di soffrire, di dire agli amici e alla famiglia che una storia è finita, siamo terrorizzati dalla paura di non sapere se anche stavolta ne usciremo vivi, siamo spaventati dal fatto di restare soli, dall’abbandono, dal vuoto, dal dover per forza cambiare vita da quel momento in poi.

Annunci

Informazioni su Emily Dickinside

un diamante dalle mille sfaccettature
Digressione | Questa voce è stata pubblicata in istruzioni per l'uso e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

7 risposte a la fine

  1. Papillon1961 ha detto:

    Gran bel finale che condivido ma resta utopia purtroppo…

  2. Francesco ha detto:

    Mi hai fatto venire in mente una scena di C’è posta per te, dove Meg Ryan dice al suo convivente: ma io non ti amo! E l’altro: ma dai, neppure io (o forse i ruoli erano invertiti, vabbò). Quanto ho odiato la falsezza di quel film, così come odio tante altre scene prese da altre storie di “vita facile” programmata da una sceneggiatura da botteghino. E poi mi hai fatto pensare alla mia ex la quale mi restituì, oltre alle camicie, pure le grucce! E in quel gesto la dolorosissima constatazione che ero rimasto soltanto io ad innaffiare il giardino del nostro amore, perché lei stava giá con un altro. Che angoscia e che dolore essere gli unici a tenere ancora in vita amore, ricordi dolcissimi, ma anche difficili, di una strada percorsa insieme, senza l’autorizzazione del nostro cuore a staccare la spina del respiratore!
    Ho imparato a tirare fuori le balle e a pretendere sempre chiarezza e luciditá in un rapporto. A discutere con serenitá di tutti i problemi e i dubbi. Però non era sufficiente.
    Ora ringrazio anche le disavventure le contusioni e il dolore come un dono che mi arriva, occasioni delle quali approfittare come momento di crescita. Accettare tutto come un insegnamento, ma solo se ci si impegna a fare passi avanti, per quanto difficile sia.

  3. Fasix ha detto:

    Sempre Lady che ci spinge è la voglia di cose nuove e che ci frena la paura di delusioni già vissute. Di certo chi non prova non ha certo delusioni, ma nemmeno quella bellissima sensazione di averle le farfalle nello stomaco prima di doverle a tutti i costi far fuori per una stramaledetta influenza intestinale. E poi se non costruissimo un minimo di castelli in aria abusivi (post che mi sono perso) dove potremmo far alloggiare le nostre principesse ?? Baci Fabio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...