maratoneta

è periodo di analisi per me,

forse perchè sta finendo l’anno ma mi viene voglia di analizzarmi e scoprire che, effettivamente, sono fastidiosa come una palla di carta stagnola nel culo!

stanno venendo a galla dei difetti che prima non vedevo

difetti fisici e mentali ma anche limiti, blocchi, paranoie, vizi che non credevo di avere.

alcuni, sono stati messi in luce dagli amici di sempre, altri da amici nuovi, altri ancora da me che mi sono svegliata e nel cuore della notte e mi sono chiesta perchè ,sono così maledettamente pigra fuori e in corsa dentro.

si, dentro sono un treno in corsa, una donna purtroppo troppo orientata all’obbiettivo, una persona che non si sa godere il viaggio.

non prendo nulla con i suoi tempi, io devo avere tutto e subito e ora ho capito che questa cosa non mi porta nulla di buono, anzi fa scappare tutti intorno a me.

sono così anche nelle relazioni.basta un leggero accenno di interesse che via! mi tuffo, mi lancio, mi butto!

me la tiro si e no i primi tre giorni, giusto il tempo di intrigare, di abbindolare, di creare atmosfera.

poi sbam!

sono una tonnellata di mattoni sui coglioni

divento una stalker.

 anzi no, divento una maratoneta dello scassamento di minchia!

la prima parte della maratona è il riscaldamento, in questo caso la conoscenza.

potrei scrivergli mail, messaggi e chat tutto assieme, controllerei ogni mezzo di comunicazione compresi i chilometri fatti in macchina se potessi!

potrei fargli domande a raffica, vorrei conoscere tutto in cinque nanosecondi. gli chiederei di faxarmi persino un albero genealogico.

in questa fase, lui mi corre accanto, si lascia torturare, ancora so essere piacevole nonostante tutto.

poi, la seconda parte della mia maratona, consiste in una corsa lenta, mi faccio conoscere, mi svelo, faccio la dura e intanto mi sto intrigando… mi cucino in un sugo lento stillato goccia a goccia dal suo donarsi.

intanto ho già avvertito amici, stampa, vicini di casa e parenti della mia nuova conoscenza, sto già ricamando le iniziali sul corredo e visionando diversi abiti da sposa.

Lui è rimasto indietro, mi devo girare per vederlo, ha rallentato, ha il fiatone, è stanco…

la terza parte arriva quando vedo uno spiraglio, una fessura dove potermi infilare e li vado giù pesante, con i “mi manchi” e i “che fai”. divento una piaga, una piattola, una pressante mamma apprensiva che alterna paranoia, schiziofrenia e possessività a momenti intensi di bisogno di calore umano.

roba che se mi vedesse uno psicologo mi farebbe internare.

riesco a dire cazzate a raffica, a sputtanarmi in cinque secondi, a distruggere quel nulla che avevo costruito solo nei miei sogni.

ecco che nella maratona, lui prende una traversa piccola, buia, stretta angusta e sparisce. io non lo vedo più.

 mi evita, mi lascia sola a terminare questa corsa, l’ennesima inutile che mi affretto a finire.

ma perchè?

ditemi perchè cavolo sono così? 

non posso far le cose piano? con calma, coi tempi corretti, come è giusto che sia?

non posso godermi il paesaggio? ammirarmi le scarpe da corsa? rallentare e bere un po’ d’acqua? asciugarmi il sudore?

no, io devo arrivare… ma arrivare a cosa? se poi, quando ho bruciato tutte le tappe, mi secco dopo poco?

al quarto appuntamento per me è già paranoia, alla quarta scopata è già routine,alla quarta cosa che non mi sta bene, lo mollo e vado via.

devo prendere le cose con più calma, devo riuscire a godermi il viaggio e non affrettare la meta,

anche perchè sta fretta ce l’ho solo io.

esistono mica dei fiori di bach, per rallentare la corsa, di questo cavallo interiore che mi fa solo fare cazzate? 

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Informazioni su Emily Dickinside

un diamante dalle mille sfaccettature
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11 risposte a maratoneta

  1. Baol ha detto:

    Take it easy

    sempre

  2. Emily Dickinside ha detto:

    L’ha ribloggato su forsehopersolechiavie ha commentato:

    ribloggatevi questo

  3. Evaporata ha detto:

    Non sei sola, anch’io sono così. Ma ho attaccati pure guai mentali ben peggiori. Quindi almeno un motivo per stare tranquilla c’è: hai compagnia.

  4. ilgattosyl ha detto:

    Ognuno ha i suoi ritmi….puoi allenarti per migliorarli, accellerarli o rallentarti…ma alla fine sei come sei. Come diceva Gattuso, se nasci quadrato non puoi morir tondo.

  5. filosofiasessuale ha detto:

    Minchia che frase profonda (sicuro sia di Gattuso? Humm) allora mi chiedo: E se nasci testa di minchia?

  6. Frank ha detto:

    Be spero che tu nel frattempo sia cambiata….La fretta è la nemica numero 1 in amore!

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