il shogno (per dirla alla Briatore) PARTE 2

Ma il “shogno” non è nemmeno questo, anzi più che sogno è una sorpresa di quelle inaspettate, come quando qualcuno che non conosci molto azzecca il regalo giusto al tuo compleanno.

Intricata ed inerpicata nel labirinto della ricerca del lavoro a Torino, che non è facile come non è facile in Sicilia, mi imbatto in uno strano annuncio, chiamo e faccio un colloquio alle sette di sera, nulla di più strano ed ambiguo. Loro cercavano giornalisti e io pensavo fosse un annuncio farlocco. A farmi il colloquio sono tre simpaticissimi signori con cui entro subito in confidenza, sarò pure polentona dentro, ma il mio calore terrone è impossibile da tenere a freno quando mi sento a mio agio. E mi ci sentivo! Il proprietario del giornale mi dice che è tutta una grande sfida, lui crede in me e io devo credere nel giornale fino alla fine.

Mi chiedono di preparare un pezzo prova, lo scrivo d’istinto, forse non lo riguardo neppure, non ero mica salita con l’idea del giornale, non ho con me gli strumenti adatti. Il direttore lo guarda e dopo una settimana sono contattata.

Sono dentro! Il giornale è un bel cartaceo serio dove ci collaborano 13 persone con tanto di direttore e vicedirettore e io che ho sempre scritto per altri posso avere i pezzi con la mia firma. E chi ci crede! Sono così allibita che per il momento vieto persino a mia madre di pavoneggiarsi con le sue amiche pettegole!

Alla firma del contratto sudo, alla prima riunione di redazione ho quasi delle visioni mistiche, siamo tutti li attorno ad un tavolo, ognuno specializzato in qualcosa, tutti che proponiamo pezzi. Io sono naturalmente orientata per la cultura e la società, le mie idee sembrano piacere, alcune notizie sono troppo bislacche e mi faccio subito la nomina di quella che scrive cose strampalate e che dice cose senza senso. E’ vero, ci sta, sono proprio così, è meglio che mi conoscano subito e che mi amino per quello che sono. Le riunioni sono interessanti e stimolanti, anche quando le sgridate ci fanno la messa in piega, sentire lo scambio di pezzi, la critica, il suggerimento, cercare di capire come un semplice punto di vista può cambiare tutto. Imparo e assorbo, mi è caduta una cosa dal cielo che non credevo possibile. Non avevo mai vinto nulla nemmeno coi punti della kinder e ora vinco un giornale!

Amo scrivere e lo sto facendo su tre cose diverse, con tre piani letterari diversi, sono una massa di energia letteraria grezza che cammina.

Poi i miei pezzi iniziano ad essere bocciati, criticati, cassati… sto seriamente male, mi sento un po’ fallita, scrivere è la cosa che più amo e sentire di non saperla fare mi fa stare male, non capisco i motivi, non capisco come agire, come riparare. la scrittura mi ha tradito, sono ferita.

Ma poi…

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un diamante dalle mille sfaccettature
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2 risposte a il shogno (per dirla alla Briatore) PARTE 2

  1. vittoriot75ge ha detto:

    Forse sono loro a non saper leggere.

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