nevrosi

il primo fidanzato lo hai se ti va bene in piena adolescenza, non sai che farci, ne che dirgli, lo riempi di tutto l’amore possibile e di piccoli regali, non ti aspetti nulla perché non sai proprio cosa aspettarti, lo ami incondizionatamente perché non hai schemi e vi lega una promessa di per sempre così forte che quando tutto finisce ci soffri come una disperata perché ti lascia e tu non sai cosa è la sofferenza.

a 20 anni inizia capire come potrebbe essere il tuo uomo, fai molta “palestra” ossia, sempre se tutto va bene ne cambi tanti per riuscire a capire cosa ti piace di uno e cosa non dell’altro. dai amore ma ti tieni un po’ sulle tue, hai sofferto, sai quanto  fa male, e poi non sei sicura che sia quello giusto e poi è troppo presto per fare le cose “serie” cerchi di sviluppare comunque un amore adulto, i regali banali vengono sostituiti da parole le parole che vuoi sentirti dire, quelle che le tue amiche ricevono, quelle che hai letto in un libro e vi scambiate frasi d’amore e promesse, il per sempre c’è ancora ma ha una sfumatura vaga. vi lasciate e la sofferenza ha un sapore diverso sa di labbra morse, di cose che si potevano dire e non sono state dette.

a trent’anni che succede? ritenti di nuovo, dopo fallimenti e anni in serena solitudine, riprovi ad innamorarti. stavolta non ti butti a caso, hai uno schema, l’uomo deve avere quelle caratteristiche per farti felice, cerchi in vano ma non trovi quello giusto, vuoi iniziare a fare qualcosa di serio ma non trovi nessuno disponibile, i tuoi schemi sono troppo rigidi, i suoi pure di più.

siamo tutti pieni di nevrosi ed idiosincrasie, cresciuti in un modo, con determinate esigenze, con dei bisogni e dei vizi che sono difficilmente comprensibili da qualcun altro.

scartiamo uomini, scartiamo donne perché non sono come vogliono, pensiamo che l’uomo che ci sappia prendere debba avere determinate caratteristiche, debba elevarci debba seguire il nostro flusso, capirci e non scombinarci (ne siamo così sicuri?)

cerchiamo di incastrarci con qualche altra persona, ci forziamo, lo sforziamo, ci mettiamo dentro una forma che non è nostra, che non è loro e ci odiamo.

ci chiediamo perché non è come lo vogliamo ci chiediamo perché non sappiamo dargli ciò che lui ci chiede perché siamo così differenti e distanti come due alieni di due pianeti diversi, due persone che parlano due lingue,  cosa succede a trent’anni che non ci fa vivere l’amore come lo vivevamo prima.

sono le aspettative? il tempo che scorre? tutto il carico di storie chiuse che ci portiamo dietro? i fallimenti personali? la ricerca esterna di qualcosa che manca a noi?

a 30 anni stare in coppia è un gran casino. le donne hanno ben chiaro cosa vogliono, gli uomini devono ancora capirlo, ognuno si trascina dietro un fagotto di non devo e non voglio, di deve essere e pretendo, ognuno pensa solo alla propria scalata, alla propria riuscita anche nel rapporto.

quindi ciò che vi posso dire è che se potete, evitate di stare in coppia a 30 anni che è una grande fatica, è una fase di passaggio e crescita molto più dura dell’adolescenza, evitate di illudervi e di illudere di essere pronti. aspettato di superare i 38, forse vi sarete calmati, avrete raggiunto obbiettivi lavorativi e soprattutto vi sarete placati, calmati, scaricato le nevrosi e sarete pronti, ahimè per accontentarvi.

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Informazioni su Emily Dickinside

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11 risposte a nevrosi

  1. dolcidonzelle ha detto:

    Super d’accordo! Lo penso anche io e, ora che so che siamo almeno in due, è ancora più complicato. Che si fa? Non posso aspettare i 38 e non voglio accontentarmi. O l’amore o le amiche con qualche gatto, that’s all!

  2. Emily Dickinside ha detto:

    L’ha ribloggato su forsehopersolechiavie ha commentato:

    troppe perle per non ribloggarle

  3. frank ha detto:

    Adesso sei tu a restituirmi la stilettata!! Ahi…ahi…il lavoro, il nido, il merlo giardiniere, questi cazzo di soldi! Voglio scappare con un’acrobata del circo!!

  4. gazzy ha detto:

    accontentarsi col cazzo!! Ma proprio zero!! nada… piuttosto la morte!

  5. ilariabells ha detto:

    Che visione triste della realtà. Sopratutto l’ultima frase, “sarete pronti per accontentarvi”, mette i brividi.
    Purtroppo la dura verità è che non siamo più umili e non sappiamo vedere al di là delle apparenze, perché non comprendiamo quello di cui abbiamo realmente bisogno: AMARE. Al di là delle concezione della persona giusta, del momento giusto, del lavoro giusto ecc… dobbiamo VIVERE ADESSO. Nel nostro misero e sfortunato presente… TUTTO ma non accontentiamoci. Cerchiamo il nostro amore fin sopra al mondo se necessario,ma cercare scuse non salverà nessuno dalla solitudine.

  6. frank ha detto:

    Io sono ancora fermo al livello adolescenza; dovendo recuperare almeno 20 anni di praticantato a che etá mi consigli di iniziare la vita di coppia? A 50?
    Comunque tutti sono esigenti a 30 anni. Chi aspetta la persona giusta aspetta la fine del mondo. Invece di fissarsi sulle caratteristiche che deve avere il nostro partner, perchè non concentrarsi su chi vogliamo essere? Chi vuoi essere nella vita? Secondo me uno che lo ha ben presente attira la persona giusta. Anche perchè, andando avanti così, presto la Nazione sará piena di single (facendo la felicitá delle ditte che vendono pietanze monoporzione)

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