dinamica di una storia semplice

ora vi spiego una cosa:

il sentimento non è una cosa statica, è una grande onda che deve essere cavalcata

ci sono delle fasi quasi simili in tutte le coppie ma non voglio parlare per la massa, io parlo della esperienza mia e delle persone che conosco meglio che mi chiedono di raccontarle per fare finalmente luce su queste fasi che fanno paura a chiunque inizi una nuova relazione.

l’amore secondo Laura

1) i primi tempi sono diffidente, finta, dipingo una vita meravigliosa, sono dura, ho la corazza, divertente, disinibita, cinica, sessualmente appetibile. chiunque si innamorerebbe di me, sembro la persona perfetta, cammino coi piedi di piombo, cerco di guardarmi dento e sentire l’istinto cosa mi dice, cerco di vedere se sono pronta se il momento mi consente di avere una relazione perché stare in due non è un gioco e non mi voglio permettere di far soffrire nessuno.

2) quando quella persona fa sentire il suo interesse, addirittura si apre alla relazione, l’armatura inizia a creparsi, cerco di allontanare la paura dei fallimenti passati, delle delusioni brucianti, cerco di capire chi ho di fronte ma per farlo devo offrire il fianco, devo dare un pezzo di me, devo mostrare una mia fragilità per avere una sua, devo mostrare un mio problema per conoscere il suo. questo ci rende come pezzi di lego in mano ad un bambino che cerca di incastrarci per creare un bel castello o un traballante ponte fatto male. ci si promettete belle cose, ci si  crede, ci si mettete in moto.

3) quando si è in rodaggio, usciranno fuori i  lati migliori ma anche le  fragilità, ossessioni, paranoie, zavorre portate da storie precedenti, stress lavorativi e tutto il rose e fiori diventerà a tratti concime ( merda) a tratti invece il più bel giardino fiorito della vita. conosceremo cose nuove, sfumature di colori diverse, troveremo punti in comune e diversità, inizieremo a litigare sulle diversità perché ognuno ritiene vincente il proprio punto di vita e lo vuole imporre all’altro. ancora non ci si conoscete bene, non si sa dare la risposta giusta, non si sa cosa a lui fa piacere, non si sa come prenderlo si va a tentativi ed errori sperando di reggersi in piedi su questa nave che ondeggia.

4) quando il primo profondo litigio, la prima frase sbagliata, la prima presa di coscienza fa aprire una crepa, da quella crepa usciranno i mostri nascosti di ognuno, usciranno il dolore covato, le parole trattenute con me stessa e con il resto del mondo, usciranno frustrazioni, vizi, nevrosi, che mangeranno la fiducia reciproca e parte dell’amore. questi mostri sono crudeli,assetati, non vedono l’ora di divorare tutto, di fare piazza pulita per tornare zitti zitti dentro a fare male e aspettare la prossima vittima da sbranare, una fase in salita, su una montagna ripida e sdrucciolevole, ogni passo avanti sono tre indietro e sanguinano le mani e non si vede la vetta e si prova a rinunciare.

5) in pochi superano la fase dei mostri, molti si spaventano <tu non sei la persona che credevo fossi, eri diverso, mi hai illusa> vedono solo i lati negativi, si inizia a pensare di aver sbagliato persona, modo, momento, di essere sbagliati in prima persona, ci si tradisce, litiga, implora, ci sarà sempre uno più spaventato che si tirerà indietro e uno che cercherà di spremere il limone fino all’ultima goccia perché ci crede, perché lo sa, perché ha già collaudato i mostri e se i mostri non vedono la paura, se vedono la spada lucente del cavaliere vincente, i mostri abbandonano la principessa e se ne vanno a fanculo. è una fase delicata dove si deve resistere, dove si deve scavalcare, certe volte anche inghiottire amari bocconi, non ci si deve illudere si deve guardare in faccia il problema e sapere se lo si vuole affrontare o no.

6) i mostri sono fuggiti, magari non tutti, magari qualcuno è rimasto ma tutto sembra essere tornato tranquillo, la gelosia è finita, la ricerca spasmodica delle risposte giuste non è più necessaria, il controllo, la conoscenza a tutti i costi c’è stata, adesso la strada è in pianura, ci si vive, ci si conosce davvero, ci si è visti belli, poi brutti e ora si diventa normali, si imparano orari, gusti, modi e maniere, ci si sorride di nuovo e quelle risposte tanto cercate sono sostituite da una mano che la notte mi cerca per sapere se  dall’altra parte del letto ci sono.

7) la pianura diventa discesa, si rotola giù nell’abitudine nella routine certe volte piacevole, certe volte deleteria, si può andare giù insieme e vedere cosa c’è oltre la valle o in questo rotolare qualcuno si perde, si annoia, cambia strada, può succedere può capitare. i rapporti sono complessi, che ci sia sentimento o solo rispetto, attrazione o grande grandissimo amore, la strada è sempre questa, sono onde, curve esattamente come quelle studiate in economia, ripresa dopo depressione dopo crisi dopo benessere.

nulla è banale, nulla è scontato, ogni storia è diversa e allo stesso tempo uguale.

bisogna solo avere coraggio.

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Informazioni su Emily Dickinside

un diamante dalle mille sfaccettature
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13 risposte a dinamica di una storia semplice

  1. vittoriot75ge ha detto:

    Il punto 1 dovrebbe essere il più importante.
    Una miscela con il punto 3 farebbe risparmiare un sacco di tempo.

  2. "Cippe's" ha detto:

    Per ridere un po’..http://cippes.wordpress.com/2014/07/22/premio-come-bello-fare-i-test-da-trieste-in-giu/ 🙂 Ps.Riflessioni che sento anche mie. 😉 Luna

  3. Baol ha detto:

    Lo sai che non dovresti rendere edotto il popolo di queste cose, vero? Ognuno dovrebbe impararlo sulla propria pelle…

    Ma tanto non capiscono lo stesso…

    • easylady ha detto:

      potrei strendere uno striscione sulla salerno reggiocalabria non lo capirebbero cmq, almeno io ci ho
      provato, che non si dica che non sia chiara

  4. Emily Dickinside ha detto:

    L’ha ribloggato su forsehopersolechiavie ha commentato:

    direttamente dal passato…

  5. Dave Brick Pinza ha detto:

    Credo di essere arrivato al punto 6……

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