silenzio

dammi silenzio, dammi pace, stai zitta per un po’.

dovrebbe essere considerato violenza domestica, dovrebbe essere equiparato ad uno schiaffo in pieno viso.

ad una donna che sta cercando a distanza di farti capire chi è, cosa fa, come ama non puoi dire <dammi silenzio, sei soffocante, hai delle aspettative che io non posso colmare, tu ami comunicare io non voglio sentirti>

una donna che non è estremamente bella, intelligente, ricca ma che sa amare ha solo parole e gesti per legare una persona, quando questi gesti sono inibiti dalla mancanza di tempo, dalla lontananza o da altri fattori, non restano che le parole.

e io che con le parole ci vivo, ci lavoro, mi ci copro, le elaboro, le uso a fin di bene e a fin di male, io che le parole le uso per legarci le persone, per dare il colpo di scena, la battuta, io non posso esserne privata.

io comunico, io parlo, io devo farlo è una cosa genetica, sociale, una necessità maggiore al nutrirmi e vestirmi, devo farti capire a tutti i costi cosa penso, devo chiederti ciò di cui ho bisogno devo ricevere feedback. le parole sono tutto, sono spade, sono lacci le parole snervano, feriscono, fanno innamorare. io forse non le so gestire, forse le mie sono un fiume in piena, forse sono dette al momento sbagliato ma le parole sono tutto ciò che ho.

già nella vita di tutti i giorni ci priviamo di rispondere male ad un collega, di dire una frase in più in famiglia, ci vergogniamo di dire ti voglio bene alla nonna, di dire sei una merda ad un nostro amico, almeno a te, a te a cui ho deciso di offrire il fianco, a te a cui ho dato la mia forza e la mia fragilità, a te devo poter dire tutto, devo poter raccontare ogni cosa. con te devo poter comunicare perché la comunicazione è alla base di un rapporto sano.

e se mi chiedi il silenzio per me è una piccola morte, se mi chiedi il silenzio per me non sei l’uomo giusto, se mi chiedi il silenzio per riflettere e capire, non capirai nulla perché un giorno senza le mie parole si sta bene, il cervello non ha più input da parte mia e si rilassa, quindi un giorno senza la mia voce è un giorno positivo, cosa ci vuoi capire? al secondo, al terzo ti mancherò, ti mancherò perché sono un’edera che si insinua, ho radici forti che prima o poi spuntano ma al terzo giorno dove io forzatamente ti ignoro, dove ti osservo senza vederti, dove ti penso ma non ti parlo perché me lo hai vietato, io ti cancello, scivoli via dalla mia mente, dalle mie dita dal mio cuore.

io ero quella che non sapeva giocare al gioco del silenzio, quella che parla ai matrimonio e ai funerali, quella che parla persino sola con se stessa, che si da coraggio e si sgrida. quella che con le parole c’ha costruito la sua vita.

se hai bisogno di silenzio per capire se mi vuoi, io ho bisogno di rumore per riuscire a sentire la tua voce sopra tutte.

dovresti lasciare che il tempo porti via le parole e lasci spazio ai gesti, dovresti aspettare che l’onda delle parole che sale in me si plachi, perché adesso il mio amore per te è folle e si nutre di speranze e mezze frasi, adesso più che mai mentre ti allontani cerco di tirarti a me come una sirena col suo canto e mentre io ti dico cose che sento e aspetto in vano le cose che vorrei sentire, tu mi obblighi al silenzio, alla mutilazione, alla castrazione.

e io te lo lascio fare, te lo lascio fare perché non l’ho mai fatto nella mia vita, sono sempre uscita di scena facendo molto rumore, adesso uscirò di scena senza vomitare quel fiume di lava e parole che vorrei dirti, belle e brutte, forti e fragili, dolci e amare, parole che mi farebbero bene, che ti farebbero bene.

ma se è il silenzio che vuoi, è il silenzio che ti darò, augurandomi che almeno faccia bene a te.

 

 

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6 risposte a silenzio

  1. vittoriot75ge ha detto:

    Non cambierei nemmeno un virgola di questo post…

  2. Frank ha detto:

    Avrebbe potuto dirtelo meno da cafone, del tipo: “cara, quello che dici è interessante…ma sono tre ore che parli :-D”. Oppure: “scusa se ti interrompo, ma quello che dici mi sta annoiando..”. Certo, non fa piacere sentirselo dire, ovvio! L’assertività può urtare. Però ascoltare è faticoso. Ascoltare una donna è molto faticoso, lo ammetto. Più succo, meno buccia. Ci sono uomini che ti rispondono così, altri che accumulano accumulano accumulano. E infine esplodono.

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