separarsi

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non parlo spesso degli  uomini sposati, perchè il matrimonio è ancora qualcosa che mi mette timore, quindi quando conosco qualcuno che è sposato o già separato, lo guardo come quando da bambina guardavo gli adulti. per me era una meta lontana e quasi terrorizzante.

forse sono immatura, forse sono instabile ma a 31 anni resta ancora una meta lontana e forse non desiderata ma, cronisticamente, mi si iniziano a palesare persone che invece, hanno fatto questa scelta nei “tempi standard” e adesso si ritrovano o felicemente sposati, o infelicemente sposati o separati.

bene è tempo di dare spazio anche a loro sul mio blog.

come sapete io giro, conosco, chiacchiero e mi confronto ma soprattutto ascolto e unisco i fili per creare poi i miei post. bene, da recente ho fatto una bella chiacchierata con un ragazzo separato.

intanto tanta stima per lui che non chiama la ex moglie “lei” o “quella” ma la chiama col suo nome e ancora,nonostante tutto, quando parla di lei, gli brillano gli occhi, poi tanta stima anche perchè per quanto io critichi sempre gli uomini, questo ragazzo sapeva benissimo il perchè il suo matrimonio era finito, come e quando. e si è pure preso il peso delle conseguenze, di petto, da uomo.

ovviamente, se mi dovessi mettere nei panni di lei, potrei dire che lui è il classico ragazzo che non sa prendersi le responsabilità, che non ha retto il colpo, che era fragile, farfallone forse, che lui insomma è colui che ci ha rovinato la vita.

ma, io ho ascoltato le sue parole e non posso fare a meno che essere d’accordo con lui.

spesso in una coppia finisce l’amore, finisce la comunicazione e finisce l’attrazione.

quando una donna inizia a parlare il femminese, quando comincia ad accusare l’uomo di non capirla, quando si chiude a riccio in quella forma standard di donna sposata, l’uomo vacilla. quando non si riescono ad affrontare i problemi perchè non ne si parla, quando il sesso scarseggia e quando soprattutto il cuore non batte più che si fa?

si resta per abitudine? per comodità? per non affrontare il giudizio di amici e parenti? per non dividersi la tv e la lavatrice? si resta per codardia e ci si fa una amante? si resta per non farla soffrire, per i figli magari e poi si litiga? si resta e si cerca di mandare giù ogni giorno un boccone di minestra riscaldata con la gola sempre più stretta?

oppure, si prende quella che, apparentemente sembra la stada più semplice? la strada più veloce, quella da ragazzino impaurito e si va? si taglia la corda, tante care cose, è stato bello ma non ci si ama più? e lo sappiamo che fa male, fa male a chi lascia e a chi resta, e no, non c’è nessun’altra, c’è solo che non ce la sia fa più! che magaria abbiamo sbagliato a sposarci, che magari ci siamo sentiti di dover rientrare in uno standard e non ci siamo tirati indietro, che magari ci abbiamo creduto davvero e adesso il bel sogno di gloria è finito.

perchè si, l’amore può finire. e allora? allora porca la miseria si fa quel gesto che sembra egoistico ma non lo è.

la si lascia, e siccome sei lo stronzo che lascia, le dai tutto, casa, canarino, macchina, tv, frullatore, tutto. ma non ce la fai a castrarti, l’amore è finito, non puoi provarlo ancora con lei, l’amore nasce da un insieme di componenti che con lei non ci sono più. se vuoi provare ad amare, provare ad essere ancora felice, se vuoi vivere ancora e non sopravvivere, se tieni e lei e speri che possa arrivare qualcuno che le possa dare più di quello che avresti potuto tu, allora si, la devi lasciare.

e va bene così.

certo che è dopo questa chiacchierata la voglia di sposarmi, qualora si fosse pallidamente affacciata, si allontana ancora di più.

il per sempre mi spaventa, il non per sempre mi spaventa.

non ci sarebbe un co.co.pro?

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un diamante dalle mille sfaccettature
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57 risposte a separarsi

  1. Silvia ha detto:

    L’importante è avere dialogo, parlare di tutto, decidere insieme parlando delle cose, sia quelle positive che quelle negative, solo così si possono far funzionare le cose, e questo sia prima di sposarsi che dopo….
    Buona giornata! 🙂

  2. Francesco ha detto:

    Il matrimonio perfetto lo immagino come un contratto d’affitto 4+4 (con conti separati) rinnovabile a scadenza se dopo otto anni si ha ancora voglia di continuare. Certo, può solo funzionare in un sistema di valori differente, non é adatto cioé ad una nazione tamarra, figlia di Fininvest, figlia del briatorismo e berlusconismo. Tanta responsabilitá non sarebbe gestibile da chi pensa che l’addio al celibato sia sinonimo di andare a puttane per l’ultima volta, che fare all’amore significhi emulare quello che accade in un film porno, dove la donna é meno che una bambola gonfiabile. Poveri diavoli.
    La paura/desiderio del matrimonio forse deriva da quello che abbiamo assimilato dai nostri genitori; meglio rifletterci su, senza dimenticare di nutrire un po’ di sane illusioni (non viviamo in un romanzo di Zola), l’amore non sará per sempre, bisogna essere essere adulti.
    Comunque ti fa onore l’aver analizzato questo aspetto senza i soliti pregiudizi da donna 😉

    • easylady ha detto:

      Purtroppo ho solo validi esempi di matrimoni che funzionano quindi la paura è tutta mia!
      Grazie per il complimento.
      Al berlusconismo ammetto di aver fatto gli occhi bianchi

  3. Il Pinza ha detto:

    Ogni era ha i suoi problemi. Una volta ci si sposava con i primi incontrati, senza conoscersi neanche tanto bene, e appena passata la legge le coppie non proprio innamorate hanno incominciato a divorziare.

    Adesso è diverso, tutto è più facile, non hai bisogno di sposarti per chiavare. Ti sposi perché sembra bello ma appena capisci che non potrai uscire con i tuoi amichetti tutte le volte che voi, che dovrai limitare le tue partite a calcetto ed appena scopri che i panni sporchi non vanno da soli nel cesto della biancheria, inizieranno i problemi. E dato che solo in pochi sanno risolverli la tendenza è separarsi.

    • easylady ha detto:

      ciusto! ma qui non si parla di panni, calcetto e bollette, qui si parla di amore finito.
      che è ben diverso.i calzini sparsi possono darti l’esaurimento nervoso ma l’amore finito e la voglia di amare ancora, be, a quello.. non puoi fare nulla

      • Il Pinza ha detto:

        Se ti separi dopo 3 o 4 anni difficilmente il matrimonio era basato sull’amore. Oppure non era abbastanza forte per superare l’ostacolo insormontabile di chi buttava la spazzatura. Peggio ancora dopo i figli, non tutti sono in grado di rinunciare alla vecchia libertà.

      • easylady ha detto:

        la chiave giusta sta in chi butta la spazzatura! io ti cuoro pinzy!

  4. "Cippe's" ha detto:

    IO sono sempre stata a favore delle separazioni se l’amore finisce. Non si tratta di essere o meno forti per superare l’ostacolo di chi buttava la spazzatura: l’amore può finire, e trovo egoistico e deleterio rimanere insieme se non ci si ama più soprattutto quando poi ci sono di mezzo i figli. Purtroppo molte persone con i figli non si separano credendo di far loro del bene, rimanendo incastrati in una vita senza amore e grigia, dimenticandosi che i figli crescono e se ne andranno di casa, che i figli assorbono tutti i malumori, i litigi e le insoddisfazioni di una coppia ormai non più intima, complice. Ovviamente ci potrebbe essere la parte per cui l’amore non finisce e soffrirà…ma con il tempo saprà rimarginare le ferite. Per cui, che un matrimonio finisca dopo un anno, quattro, dieci o cinquanta, se non c’era più amore, il regalo più bello che una coppia possa farsi è quella di separarsi.

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