Posta del cuore

Erano anni che non mi ci ritrovavo dentro e avendo sviluppato un certo testosterone mentale che mi fa capire anche gli uomini, mi viene difficile consolare una amica.
In questi giorni sto vivendo dei momenti in stile posta del cuore. Una mia amica mi racconta le sue sofferenze amorose e io dovrei cercare di essere dalla sua parte, consolarla, dirle le parole giuste ed invece mi viene solo da dire, ci sono passata e non ci voglio passare mai più.
Lei è più piccina di me ed è in crisi col fidanzato, la classica crisi in cui lei che si è innamorata lentamente, ha levato i prosciutti sugli occhi e ha visto che lui così come è, non le basta. Che vorrebbe di più, lo vorrebbe diverso, più complice, con più senso di coppia.
Lui invece prende la vita alla giornata e il rapporto di coppia, come tutti gli uomini lo gestisce nel modo che lo fa stare meglio.
La ama e la stima ma non si smazza.non fa le cose sdolcinate da film, spesso scorda a darle il buongiorno o magari alcune volte preferisce la comodità di casa sua ad una notte con lei.
Alla mia veneranda età, ho imparato che può anche andare bene, che non sono queste le priorità di una coppia, che l’importante è stare bene.
Ma appunto, l’ amichetta mia non sta bene, queste carenze seppur banali, non la fanno stare serena, non la fanno sentire amata.
Lui messo davanti a questa difficoltà, ci prova, si impegna, cerca di fare meglio con conseguente frustrazione di lui e incazzatura di lei e una retrocessione assurda.
Lui si sente impotente ed incapace di farla felice e si chiude, lei è nervosa e lo aggredisce e spera in un magico cambiamento arrivando così ad un punto critico.
L’ingranaggio si è inceppato. Lei vuole chiarire ma ha sbagliato lui e quindi non lo chiama, lui non si fa vivo perche non ha soluzioni.
Lei muore dentro, lo ama e sente di aver fatto troppo.
Lui sta riflettendo, ci tiene ma non riesce a snaturarsi. Lei gli va bene così, spererebbe di essere amato nonostante le sue difficoltà.
Lei si inasprisce fuori e trema dentro.
Lui si scogliona e si incattivisce.
Quante volte abbiamo vissuto questa cosa sulla nostra pelle?
Solo al pensarci mi viene il mal di stomaco e ringrazio di non avere più di queste paturnie, non al momento almeno.
Che consiglio posso dare a lei? E a lui?
C’ è una soluzione?
Lottare?
Accontentarsi?
Lavorarci su?
Lasciarsi?
Cosa si fa in questi casi?
Esiste una lobotomia mirata che estirpi o la nostra paranoia e ci fa vivere bene con lui o estirpi lui da dentro di noi e ci faccia cercare serenamente quello dopo sperando che sia più giusto?
Il piatto rotto si deve riparare con l’oro come il vecchio detto giapponese o si va all’ikea a comprare un servizio da 12 nuovo nuovo?
Io mangio direttamente dalla padella per non sbagliare!

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Informazioni su Emily Dickinside

un diamante dalle mille sfaccettature
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13 risposte a Posta del cuore

  1. Evaporata ha detto:

    Penso non esistano regole fisse, poiché siamo tutti differenti nel nostro sentire nel bene e nel male. D’altra parte queste situazioni sono pane quotidiano per tutti. C’è chi se la fa andar bene, c’è chi non s’accontenta. Io non mi sono mai accontata, infatti ho nel mio baule un matrimonio, due convivenze e almeno dieci fidanzanti. Più qualche chilo di fuffa che non sto a contare perché andrei su numeri troppo alti e farei la figura della mantide religiosa.
    Per non dilungarmi troppo ti dico che, quando sono libera o in crisi senitmentale, il mio motto è: “L’amore più bello è quello che sta per arrivare”.
    😀

  2. cristinadellamore ha detto:

    Non saprei. Deve valere la pena per lottare, prenderlo come è e poi lavorarlo ai fianchi per cambiarlo un po’; e magari cambia un po’ anche lei

  3. Frank ha detto:

    Mmhh..posso permettermi un commento senza correre il rischio di essere morsicato?

    Allora, noi uomini abbiamo il brutto vizio di saper più o meno conquistare, ma di non saper MANTENERE. Abbiamo fatto gli splendidi, giravamo in Tight e cilindro per far colpo su di voi, mentre ora dopo tanto faticare vagabondiamo per casa scazzati, sfoggiando una sofisticata mise: tuta adidas delle medie (macchiata) e scarponi da montagna. Un rapporto è fatto di piccoli compromessi da entrambe le parti. Ma senza snaturarsi, senza modificare se stessi.
    Io non voglio giudicare quello che hai scritto (non ci sono elementi sufficienti), tantomeno sulla base delle mie esperienze precedenti. Tuttavia, parlando con amici in crisi, mi rendevo conto che, sì, questi peccavano di mancanza di impegno, ma tutto sommato i loro sforzi non erano vani. Le loro “lei” erano sistematicamente ragazze che non rinunciavano a niente; da un lato erano giustamente stanche di un rapporto stagnante (e non avevano tutti i torti, questo sì, perché tutte le donne hanno il diritto di sentirsi amate, anche attraverso sorprese, novità, come ai primi tempi) dovuto alla mancanza di palle dei loro fidanzati. D’altro canto queste donne riversavano sui loro compagni tutte le loro insicurezze e paure, battendolo come un polpo sugli scogli tutto il santo giorno!
    Laura, questa tua amica com’è? Perché altrimenti quello che hai scritto non da la possibilità di farsi anche solo una vaga idea della situazione (che non si limiti ad un tiro-a-segno contro la figura del suo fidanzato, manco fosse una gara a chi lancia il pomodoro marcio della frustrazione femminile). Abbiamo tutti capito le pecche del suo ragazzo, ma quali sono le sue? E’ una insicura al centro dell’universo o solo una spaccamaroni? E’ una che sa amare ed è stata piantata da un ragazzino che non vuole crescere, oppure hanno semplicemente scoperto entrambi che non si amano?
    Fare l’amore spesso, essere complici e fare cose nuove è un toccasana per il rapporto, ma se alla base di tutto questo non c’è una quota di compromesso da ENTRAMBE (lo stampo a fuoco e lo ricalco con magma vulcanico) le parti…uno dei due è destinato ad esser schiavo, a mangiare merda, a non avere più un briciolo di energia in corpo, e infine sentirsi scaricare addosso tutte le colpe!!

    • Emily Dickinside ha detto:

      Per una volta sono cosi d’accordo con te che quasi mi preoccupo. Stanno vivendo il naturale processo di devastazione che porta alla rottura.
      Lei è in gamba, matura e decisa.
      Lo ama e si smazza
      Ma anche lui a modo suo ci prova si impegna. Io che sono esterna lo vedo ma x lei non è sufficiente.
      Ora lui si è indisposto e le cose vanno sempre peggio.
      Spero in un miracolo.
      Ma conosco il finale

  4. Frank ha detto:

    probabilmente lui all’inizio non si sarà mostrato per quello che è veramente. Ma non posso andare oltre, anche perché tutto quel che so in “rapporti di coppia”, in fondo in fondo, occupa uno strappo di carta igienica per formiche

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