love addicted

e’ una malattia anche se non sembra, è grave e ci rovina la vita.

è curabile? non lo so.

cosa è?

la dipendenza affettiva.

Quali sono i retroscena di questo modo di amare eccessivo, intenso, totalizzante, ossessivo dettato dalla sofferenza femminile e dalla ricerca disperata di affetto dove desiderio e follia si combinano pericolosamente e che poggiano su sentimenti intensi, tormentosi, ambivalenti, distruttivi che fanno soffrire e che vengono identificate come “amore”?
È vero: l’amore ci rende sempre dipendenti. È il bello di questa esperienza travolgente e straordinaria. Diventiamo un po’ esagerati e morbosi, perché senza l’altro non possiamo stare, non sopravviviamo, ci manca qualcosa. Entriamo l’uno nell’altro, ci riempiamo, ci facciamo sommergere. A volte ci incastriamo. Del resto avere un legame significa “essere legato” a qualcuno. Quando siamo strappati da rapporti importanti, inevitabilmente soffriamo. In questo senso siamo sempre dipendenti nell’amore.
Sono proprio i legami a definire chi siamo. Ma spesso le cose si complicano. Non siamo mai così privi di difese, come nel momento in cui amiamo, rifletteva Freud perché nell’amore mettiamo le parti più fragili di noi.

quelle fragilità che possono non essere abbastanza organizzate e quindi renderci estremamente vulnerabili, alla ricerca disperata di un riconoscimento affettivo, di un amore incondizionato, quello che non abbiamo mai avuto. Tentiamo di saldare crediti emotivi che appartengono ad esperienze che affondano nel passato. Qualcuno non ci ha amato abbastanza, ci ha detto che non valiamo, che dobbiamo fare di tutto per meritarci l’affetto. Abbandono, rifiuto, svalutazione, li abbiamo già conosciuti.
E allora ci tormentiamo nell’illusione di poter cambiare le cose e la persona o innamorandoci di chi ha difficoltà, problemi, disagi eppure noi crediamo di salvare. Da chi è irraggiungibile ma noi vogliamo avvicinare. Oppure saltiamo da una relazione all’altra senza realizzare mai un vero legame. Diventiamo “drogate” di relazioni tossiche, dipendenti affettivamente, nonostante ci facciano stare male e aggiungano solo dolore alla nostra vita. Affondiamo in una condizione di disperazione, paura, incertezza dalla quale non riusciamo a sottrarci, pur riconoscendola insoddisfacente: non possiamo farne a meno. Un amore autodistruttivo.

Love addiction è il termine inglese che identifica questa condizione.
Certo, il mito dell’amore romantico, tanto caro alla nostra cultura, non ci aiuta. Perché propone rapporti distruttivi e annullanti, come relazioni da sogno. Propina “leggi” falsificate sull’amore. Che la ricerca dell’amore è alla base della felicità, ad esempio, che il sentimento è per sempre e sopra tutto, che esiste una persona precisa per noi che può completarci, che se resistiamo e ci impegniamo allora l’altro cambierà, che per amore si sopporta. Mito a sfavore soprattutto delle donne, chiamate sempre in causa per sostenere, capire, reggere. Aggravato da archetipi femminili svantaggiosi, come i primi modelli femminili propinati alle bambine, le principesse, che devono essere solo belle, aspettare di essere scelte e amare incondizionatamente il loro principe.
Il cammino per sottrarsi ad un destino sentimentale che ci sembra avverso è un percorso interiore nelle paure, assenze, mancanze. Per scoprire energie vitali di cui siamo sempre provviste, anche se non sembra. Disdire l’abbonamento a quell’idea di fragilità di noi stesse, di non poter stare sole, di non essere nessuno senza il partner. Mettere da parte l’altra persona nella riflessione e prendere consapevolezza del nostro modo di porci e delle cose che ripetiamo nei nostri rapporti. Cerchiamo di vedere la nostra dipendenza come un aspetto che può essere cambiato. E prendiamo tempo per riconoscere le persone che ci trattano bene e ci fanno sentire amate. Bisogna fare un lavoro attivo su noi stesse per imparare a stare da sole e scoprire modi liberi di vivere le relazioni, non per completarci o salvarci ma espanderci, dare di più a noi stesse.

Annunci

Informazioni su Emily Dickinside

un diamante dalle mille sfaccettature
Questa voce è stata pubblicata in istruzioni per l'uso. Contrassegna il permalink.

11 risposte a love addicted

  1. cristinadellamore ha detto:

    Insomma, diventa sindrome quando ci piace di più l’essere innamorate che la persona che amiamo

  2. Fabio Tiraboschi ha detto:

    Pezzo profondo, scritto, come sempre, benissimo. Letteratura, sensibilità, intelligenza, fascinazione. Stima a mille !

  3. ilgattosyl ha detto:

    innamorati dell’amore…ma mica è un’esclusiva femminile sai?

  4. Gigi Atene ha detto:

    Analisi profonda e acuta… complimenti!

  5. Laura ha detto:

    Bravissima, e’ molto bello quello che hai scritto, un abbraccio cara, buon weekend, ❤

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...