Un altro colpo di spugna

Ho la nausea. Ho la nausea si. Mi viene da gridare, vomitare, prendermi a ceffoni.
Che hai fatto stavolta?
Mi sono invaghita di una idea.
Racconta.
Lui è femminaro, cerca ovunque il contatto con le donne, deve esserne circondato, non ne fa mistero e io facevo parte del suo piccolo harem, più che altro virtuale che reale visto che ormai le relazioni si svolgono per tre quarti sui social.
Mi faceva stare bene, mi faceva ridere, scherzavamo molto. Ci dicevamo cose che, secondo la mia chiave di lettura, stavano ponendo le basi di una bella leggera conoscenza.
Frasi carine, belle sensazioni, grosse risate, piccoli giochi e amenità varie. Certo lui si sbilanciava meno di me, lui diceva meno di me, probabilmente le cazzate che diceva a me le offriva anche alle altre, ma che vuoi fare, una donna pensa sempre che l’uomo sia puttaniere ma poi si augura che abbia voglia di vedere lei. Certo io magari non pretendevo tanto ma quando mi ha detto che no, io non ero tra le sue grazie, che con me si scriveva perché gli faceva piacere ma non gli interessavo, ecco a me è caduto il mondo addosso.
Va bene che quando una è presa ha i salami sugli occhi e vede tutto secondo la propria chiave di lettura, va bene che noi donne stiamo li a scavare tra le righe a prendere solo il meglio, vabbene che noi vogliamo capire solo quello che ci interessa però se mi dici che è tutto un gioco, che i tuoi si erano un gioco, che la nostra complicità non era reale, che ho atteso ed immaginato in vano il tuo corpo vicino, io do di matto. Perché possiamo giocare quanto vuoi ma certe cose erano reali, e posso essere tonta e rincoglionita ma certe frasi avevano il sapore della verità, della genuinità.
Cosa ci conclude lui a fare così con tutte? Ne avrà una che gli piace o le tiene solo li come api nelle arnie e quando una si ribella, magari vuole qualcosa in più… TAC, colpo di giornale e viene fatta fuori.
Pensavo davvero di star creando un legame piccolo e fragile ma pieno di voglia ed invece ero una delle tante, anzi no, ero il suo giullare che lo sollazzava tra una conquista e l’altra e lui a modo suo me lo diceva, ma può una donna crederci davvero?
Immagini che sia una tecnica per non farti affezionare troppo, per non farti valicare il limite. Invece le foto che manda a te, le manda a tutti, le cose che dice a te, le dice a tutti.
E tu ci resti male, e puoi odiare lui ma non l’idea bella e genuina che hai di lui.
Non ti senti più speciale ed è un altro pezzetto di te che se ne va attaccata distrattamente alle sue dita.
E non puoi fare altro che cancellare foto e conversazione.
Mettere un CD di mina
E respirare in silenzio perché a 30anni non riesci neppure ad avere più la forza di frignare e spaccare tutto.
E vuoi vomitare si, ma libererà il corpo non la mente.
E pensi alle sue parole; e sorridi ancora un po’…

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Informazioni su Emily Dickinside

un diamante dalle mille sfaccettature
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33 risposte a Un altro colpo di spugna

  1. cristinadellamore ha detto:

    Cattivelli, questi uomini. Però ci sono alternative

  2. gigifaggella ha detto:

    Già il reale ti fa scambiare di solito lucciole per lanterne…il virtuale poi moltiplica questi rischi…perchè aumenta la protezione ed accresce gli equivoci. Se qualcuno ha una carta vincente, di solito, sul tavolo dei social, la usa come esca per tutti…è incredibile che dopo millenni, voi donne, che avete un’intelligenza indubbiamente superiore, vi lasciate ancora ingannare da certe cose… 😉

  3. Volevolaprinz ha detto:

    Mi spiace. Il bello è e rimane il reale,uscire dal virtuale e guardarsi in faccia..ma già che uno ti dice che ne ha altre dovrebbe farti allontanare da sola però

  4. Gigi Atene ha detto:

    Harem… “ma rema e vai”, ecco cosa dovresti pensare di ‘sto tizio… ci si brucia in virtuale e in real-time purtroppo… mi spiace 😦

  5. Laura ha detto:

    Tanto poi finisce solo, altro che harem, 😀 baciotti tesoro, buon weekend, ❤

  6. avvocatolo ha detto:

    Emily le idee son brutte bestie…difficili da lavar via. Si combattono con la loro stessa natura…ovvero altre idee

  7. Francesco ha detto:

    Tutte come falene la notte, attorno al lampione, come farfalline della farina sulla carta moschicida. Tutte verso la “luce”, il fiore, la fonte della felicitá, in vitello d’oro, (quello che vuoi, purché adorato da tutte). Le fette di prosciutto le avete verso gli altri, non solo nei confronti di chi gestisce indisturbato il proprio pollaio, pastura e vive di rendita. Verso gli uomini di valore non palesemente appetiti e bramati dalle femmine: non li sapete riconoscere, a mio parere, e gli ignorate come figli di vetrai. Forse é colpa di questa societá senza palle, basata solo sull’apparire e sul troieggiare, condita da un potente narcisismo che alimenta le vostre insicurezze e non vi/ci permette di evolvere. Ora queste dinamiche sono anche in rete..quanti coccodé nei pollai del web, il male assoluto, padre del rincoglionimento maschile e femminile! Maturiamo, maturiamo, maturiamo!

  8. colpoditacco ha detto:

    mi dai la tua mail che ti voglio chiedere una cosa… ma non lo posso fare qui 🙂

  9. basta piangersi addosso ha detto:

    Scusa la sparizione! Mi presento: ho 29 anni, e tante infatuazioni sbagliate accomunate dal fatto che non gli interessassi davvero. Il vero amore non l’ho mai provato…. Perchè li sò scegliere bene, scelgo quelli impossibili da amare… quelli semplici, normali, a cui piacevo senza tanti problemi per me non erano interessanti… Mi sono ritrovata in tanti tuoi post, mi sembra di leggere il mio diario. Che trauma infantile abbiamo avuto? Io mi sento piena di nodi da sciogliere. Sono la saggia consigliera delle amiche… diverse le ho pure aiutate a sposarsi, aiutandole a vedere con occhi che io non riesco ad avere i vari spasimanti che hanno avuto ….ma dei miei nodi sono gelosa, o per lo meno li trovo trovo troppo intrippanti per condividerli…
    Leggendoti non mi sento la sola ad essere così. Vorrei essere più leggera, di quelle che sposano il primo che le corteggia, con un buon reddito, mettono su famiglia e amen. Invece no, mi innamoro dei poveri di tasche e di animo, scontrosi, incostanti… perdo tanto di quel tempo a decifrarli a capirli. Ora alla soglia dei 30 anni, comincio a capire che l’unica che avrei dovuto decifrare ero io. Ci stecchiamo un’analista? : )

    • Emily Dickinside ha detto:

      Ciao tu, commentatrice anonima. L’analista non mi farebbe che il solletico. Io sono recidiva.
      Coinquilina mia dice che fin quando non capisci come superare un ostacolo la vita te lo rimette sempre davanti. Come un livello di supermario ai videogiochi.
      Io al dove sbaglio ma non posso farne a meno, non imparo.
      Forse sono una viziata del cazzo che vuole la storia senza sforzi e la alterna a voli pindarici nel vuoto fino a sbucciarsi mani e ginocchia.
      Torna presto!

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