Vita da amante. Confessioni di Lo.

Se tu taci, le altre tacciono. Ma appena racconti «Sai, quello che mi ha chiamata prima…» tre su quattro ti rispondono «È successo anche a me, brutta storia». Perché finisce male, te lo ripetono tutti, e talmente spesso, che lo sai, che prima o poi finisce male. E poi termina per davvero, perché sei stanca di raccattare frattaglie del tempo altrui, guardare le foto dei suoi figli su Facebook e passare i weekend con le tue amiche. Che, per carità, va benissimo, se non fosse che lui nel frattempo è a rilassarsi al mare con la moglie. La stessa che, certo, non lo guarda come lo guardi tu, ma accanto alla quale si avvicendano i risvegli, una mattina dopo l’altra.
Un bel giorno pensi: «Cosa dirò quando incontrerò un ragazzo, e vorrò costruirci qualcosa, del mio passato? O meglio, di quest’anno trascorso tra i sospiri per l’uomo di un’altra?» (anche la titolare, a seconda dei punti di vista, sempre “altra” è). Poi succede. Per un paio di sere non guardi più il telefono come prima, rispondi ai messaggi con intervalli un po’ più larghi. Una mattina ti alzi dal letto dove hai dormito con un’altra persona. Di notte, svegliandoti, lo guardi e gli dai un bacio ogni tanto.
Non lo conosci che da un paio di giorni, ma quando infili il naso nell’incavo tra collo e spalla non senti quella piccola fitta dentro a cui eri abituata, quasi un riflesso corporeo della costante sensazione di precarietà e frammentarietà tipica dei momenti strappati alle altre vite. Odori i suoi vestiti e, per una volta, non t’immagini la sua camicia nella pila della biancheria, tra un tutù e una felpa dei figli. Pensi che è una meraviglia, potere pensare di vederlo quando vuoi, senza aspettare congiunture astrali e cene di lavoro. Poterlo chiamare anche dopo le dieci di sera. Forse te lo meritavi. Anche se a piegare le magliette è un disastro: l’altro lo sa fare perfettamente perché glielo ha insegnato sua moglie.
Meglio uno che lascia il letto sfatto di chi tira su la coperta in un riflesso pavloviano sviluppato dopo anni di lamentele cantilenate. Meglio essere bollata genericamente come “rompipalle” che ricevere dallo sposato, durante un litigio, l’infamante accusa di avere adoperato “toni muliebri”, una sorta di reato di interferenza illecita in un’area – e in modulazioni di voce – statutariamente precluse. Non ti ha mai promesso niente, e niente hai da rinfacciargli.
Cosa dirai, a questo ragazzo, del tuo passato? Che hai amato anche l’uomo di un’altra. Che hai capito che può accadere. Che non è una cosa da poco di buono. Che non sei pentita. Che non lo dimenticherai. Che sapevi che tra Lei e te, cioè l’Altra, avrebbe sempre scelto Lei. Per la madre morta, per i figli, per pigra codardia. Sarebbe rimasto con Lei, che ha il doppio dei tuoi anni. Lei alla quale senti di non aver tolto alcunché. Tu trasparente, riempita di parole e qualche carezza. Lei ignara, sbiadita, ingannata, tradita. Tu per la tua strada da disegnare, lei con le coperte tirate su da un uomo stanco e obbediente.

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54 risposte a Vita da amante. Confessioni di Lo.

  1. Pensieri Liberi ha detto:

    quando scrivi così si che mi piaci veramente

  2. Gigi Atene ha detto:

    Uh, davvero?
    Beh, allora copiato e incollato bene! 😉

  3. "Cippe's" ha detto:

    Infatti non sembravi tu…..;)

  4. cristinadellamore ha detto:

    Però “l’uomo di” non si può sentire – come non si può sentire “la donna di”

  5. Dave Brick Pinza ha detto:

    Da giovani quasi tutte le donne cascano nella modalità amante, specialmente con uno più vecchio e con il proprio capo sul luogo di lavoro, a vent’anni si subisce facilmente il fascino dell’attempato uomo di potere: sindrome del “papi”. 🙂 E la relazione durerà finché non si renderanno conto che non lasceranno mai la propria consorte, Harry ti presento Sally insegna.

  6. Volevolaprinz ha detto:

    Di pure all’autrice che non sempre finisce così,forse la maggior parte delle volte,ma ogni tanto accade pure che l’uomo in questione chiuda un rapporto che si trascina da anni ormai e voglia ricominciare con chi gli ha aperto gli occhi (e il cuore)

  7. Francesco ha detto:

    Un uomo sposato rimane con la moglie per paura, per pigrizia. Meglio la monotonia di una vita noiosa, dalla regia grigia, ma nota piuttosto che un salto nel vuoto, un’assunzione di responsabilitá. Non per stigmatizzare chi ha carenza di palle, però li ho visti anch’io all’opera e non mi sono stupito della loro propensione a scegliere il vecchio tetto insipido, ma accogliente, dove c’é chi stira e cucina per te, rispetto al nero cielo del futuro, ignoto e folto di stelle. Il profumo inebriante della notte assoluta, carico di promesse, di cambiamenti é ,agli occhi di un uomo, un disincentivo purtroppo per voi pulzelle. Non ipotecate la vita per questi eterni indecisi..

  8. Laura ha detto:

    Preferisco fare l’amante che la moglie, 😀 😀 😀 se mi legge mio marito, 😀 😀 😀 baci tesoro, buon weekend, ❤

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