Socialmente confuse

La società ci impone , ad una certa età, di costruire qualcosa, di avere figli e famiglia di avere un compagno, un vestito bianco, di fare la pasta in casa e di desiderare il roseto in giardino.
E chi invece è cresciuto con altre idee, con il pensiero di carriera, indipendenza, di star bene anche da sola, di avere un compagno che non colmi ma che al massimo condivida , senza la necessità di procreare, solo con un pensiero, forse egoistico di ricerca della felicità, si ritrova a doversi sentire confusa.
A doversi interrogare se è lei quella sbagliata, se voler partire per un mese nella foresta tropicale e non fare i muffin in casa, possa essere un delitto, a chiedersi come mai tutti si sistemino mentre tu non ne hai necessità, se per caso ti stai sbagliando, se per la tua sopravvivenza devi in qualche modo stare con qualcuno, fare famiglia.
Devi, soprattutto se scade il tempo, per non deludere la società, in qualche modo accontentarti mandando a fanculo la tua ricerca di felicità.
Certo direte voi, arriverà qualcuno che ti darà la felicità che cerchi, che non ti farà pressioni sociali e ti amerà così come sei e forse farai un mash up tra muffin e foresta tropicale e ti piacerà, fatto sta che questa società che impone la coppia come base di tutto, è sbagliata, nelle tasse, nelle graduatorie, le donne che tengono famiglia ti passano davanti, come quasi ad invogliarti a farne una!
Io voglio una compagnia, una persona che mi accompagni nella vita, mi faccia ridere e perfino che mi critichi e mi cambi un po’ ma deve essere una scelta, una voglia, non un soffocante obbligo sociale pena la messa alla forca come poraccia sola e triste.
Noi non vogliamo essere socialmente confuse ma socialmente guidate ad una vita piena e una indipendenza che ci faccia scegliere con criterio.
Così come credo aver fatto io.
Sperem.

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un diamante dalle mille sfaccettature
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8 risposte a Socialmente confuse

  1. Frank ha detto:

    La penso anch’io così. Alla società non frega niente di quello che fai, al massimo potrai compiacere la panettiera, la vicina di casa, la sarta, l’impiegata alle poste (tutte rispettabilissime signore che elogiano chi mette su famiglia, ma che sono rimaste incinte a 16 anni e con il marito che, potesse, partirebbe in Thailandia – almeno con la mente), sicuramente i parenti e loro non possiamo biasimarli, perché a parte le nuove generazioni questi associano l’idea della felicità (loro) alla riproduzione (cosa non del tutto sbagliata, sopratutto in Italia abitata da una nazione che invecchia e non fa più figli) e ad un ricambio generazionale.
    A me una famiglia piacerebbe molto, ma sopravvivo anche senza..forse anche tu la penserai così. Certo, ci vuole la persona giusta e non casca proprio così dal cielo. La felicità poi, che cosa è? Per anni ho pensato fosse una condizione di Serenità e Bellezza, da spostare nel futuro prossimo (o, in momenti di depressione, da rimbalzare nel passato remoto). La felicità sopratutto per voi donne, che siete molto più sensibili di noi, questo concetto è un film, una sequenza di immagini nello storyboard della vostra vita, un filo che può snodarsi dolcemente lungo una parte o una intera esistenza. Quando pensiamo alla felicità immaginiamo un po’ tutti qualcosa di semplice, tolti i Lapo, i Corona..il resto dei vip deviati e la grande massa di poveri coglioni che pensano al connubio figa-SUV-nightclub-cellulari-case di lusso. Ed è così, ma noi tutti commettiamo sempre un errore che ci frega sempre: la felicità è solo ORA. E’ il punto, non la linea. E’ il pensiero felice che ci viene in mente quando siamo consapevoli della fortuna che abbiamo, di avere 4 arti e poter stare in piedi da soli, di poter fare una passeggiata al parco all’imbrunire con un amico, di potersi gustare un libro la sera, in terrazza, con il gatto che ci saluta come fa ogni giorno (perché per loro tutti i giorni sono lo stesso giorno e non si domandano nulla in merito). La felicità è aver avuto/avere dei genitori che ci hanno dato un tetto sulla testa e il privilegio della loro compagnia, la felicità è la possibilità di poterci rispettare, di essere liberi per scelta nostra. E’ l’attimo che possiamo prolungare, solo dopo averlo fermato.
    Oh! non è che ti voglio fare la morale, ma è una libera riflessione che esula da te e da quello che hai scritto. Io sto pian piano cambiando la mia vita, o almeno ci provo, onde evitare di spostare sempre un po’ più in là il pensiero della felicità

  2. Marco ha detto:

    L’importante è sempre non omologarsi!! Fai quello che desideri nella vita, perchè diversamente un giorno ti potresti pentire di una scelta sbagliata. Sai quante persone vivono in coppia ma sono più sole che mai?? Chi ha mai detto che vivere in due voglia dire diventare una cosa sola?? Dovrebbe essere così, ma dovrebbe però, perchè nessuno ha garanzia di questo. Non sentirti mai diversa da quelli che fanno le stesse cose che fan tutti!! In primo luogo per il fatto che sempre meno gente vive con l’idea di mettere su famiglia, e forse perchè han ben compreso quanto sia faticoso e costoso, purtroppo, farlo; in secondo luogo perchè le personali aspirazioni e gli individuali desideri restano dei punti fermi sui quali fondare anche la nostra felicità per impostare un futuro possibilmente convinto e sereno, per quanto possibile. A cosa ti servirebbe vivere una vita conformata a quella del pensiero comune, se poi ti dovessi sentire infelice?? Ricordati una cosa: se anche rimarrai sola, se anche non avrai mai nessuno accanto, se anche non ci sarà l’amore vero (e dico quello vero) che ti accompagnerà per mano nella vita, non sarai mai meno donna di tutte quelle che hanno scelto una strada differente, e che magari per uniformarsi all’idea dominante si ritrovano a vivere una vita non realizzata ed inquieta. Formare una famiglia è senza dubbio una cosa importante e bella nella vita, e guai se non fosse così!! In fin dei conti tutti noi siamo qui per merito delle nostre famiglie!! Però non tutti nella vita siamo fatti per questo, e non tutti dobbiamo sempre seguire ciecamente il percorso comune. So per certa una cosa: prima di essere madre, prima di essere moglie, prima di essere amica o fidanzata o grande professionista nel tuo lavoro o qualsiasi altra cosa, sei e sarai sempre una donna; questo non dimenticarlo mai, perchè per te rimarrà in ogni parte e in ogni luogo la cosa più importante. (Ti ringrazio per aver pubblicato l’altro articolo). Sono ripassato e come ringraziamento mi sentivo di aggiungere questo pensiero. Un saluto da parte mia.

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