Sindromi e società

Scazzata e con mezzo pacco di patatine davanti, vedevo un programmaccio in TV fin quando facendo zapping, ho trovato lui, il programma dei programmi, è una specie di documentario su persone definite impossibili da portare in un appuntamento.
Ragazzi con la sindrome di down, con ritardi mentali, autistici ad alto funzionamento e con sindrome di Rett.
Tutti pensiamo che sono persone destinate a morire sole, ed invece no! Tutti hanno diritto ad amare e ad essere amati.
Il programma al di là della tenerezza e del l’ilarità, fa capire quanto gia’ sia difficile relazionarsi quando si è ‘normali’ pensa pensa quando si è speciali.
E mi sono interrogata sarei stata mai capace di uscire io con un autistico? Con una persona con la sindrome di rett?
E se ci fossi uscita senza accorgermene?
La società impone un modello di coppia etero e sana, non si potrebbe mai andare in giro con uno che conta gli stuzzicadenti o che grida parolacce per strada o è pieno di tic. No, è sconveniente.
Ma se l’amore è cieco come si dice, dovrebbe andare oltre e farci vedere l’anima pura di questi ragazzi e farci innamorare lo stesso.
Perché non accade?
Poi leggo di una donna sposata ad un marito autistico che per anni non si era mai accorta della sua sindrome e l’aveva scambiata per particolarità.
Ma allora è possibile amare oltre le barriere?
Poi in tutto ciò mi chiedo, e se la sindrone fosse mia? Se fossi in carrozzella, o con un cromosoma in più, o con un disturbo dell’apprendimento, avrei voluto restare sola?
Prendermi qualcuno tra i miei ‘pari’?
O aspirare a qualcuno di ‘normale’?

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un diamante dalle mille sfaccettature
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10 risposte a Sindromi e società

  1. romolo giacani ha detto:

    La normalità è un concetto relativo

  2. Papillon1961 ha detto:

    Tema difficile, risposte altrettanto, ma ci fanno rornare con i piedi per terra.

  3. frank ha detto:

    Bello. Mi piace questo post.
    Pensa che uno di questi programmi (non ricordo più che titolo avesse) c’era un uomo nato senza pene. Le difficoltà di questo ragazzo non erano causate dall’altro sesso, tant’è che da grandissimo seduttore nella sua vita aveva fatto l’amore con decine e decine e decine di ragazze (hai capito bene, le portava a letto e le soddisfaceva non con la penetrazione e riuscendo sempre a non far scoprire il proprio handicap), bensì dal pauroso e incolmabile senso di impotenza che lo pervadeva sin nell’anima. Nell’intervista racconta di essersi spinto sino al suicidio e, salvato in extremis, aveva deciso di trovare un modo per sopravvivere a se stesso. Era giunto a valutare la possibilità di sottoporsi ad un intervento delicatissimo di costruzione ex-novo di un pene, il tutto con la sua ragazza che cercava in tutti i modi di dissuaderlo, perché lo accettava e lo amava così come lo aveva fatto madre natura con una profondità immensa. Lo trovava un uomo stupendo e non voleva che mettesse a repentaglio la propria vita, la propria integrità mentale (e poi mi vengono in mente tanti altri casi simili..da non credere)
    Per cui, sì credo sia possibile amare una persona con un handicap. Non so però fino a che limite. Personalmente non mi sono mai innamorato di una ragazza con qualche handicap (o “speciale”, o altri epiteti), ho avuto in classe alle superiori una ragazza priva della mano sinistra – oh, e tra l’altro non l’ho mai vista single – e ne ho conosciute che potevano piacermi, ma o avevano un carattere di merda, o erano già fidanzate 😉

  4. Hadley ha detto:

    Posso linkare il tuo articolo? Mi hai dato spunto di riflessione. ..avevo iniziato a risponderti quì. ..ma, mi sono resa conto di avere molto da dire a riguardo

  5. Pingback: Sindromi e società … ecco come la penso | Passeggiando sulle foglie

  6. amleta ha detto:

    La società vuole che tutti siamo uguali, belli, perfetti, omologati.
    Queste persone non hanno mai avuto modo di poter uscire allo scoperto, infatti il più delle volte sono le famiglie stesse a nasconderli. Poi pensare addirittura che possano trovare qualcuno da amare, davvero fuori discussione. Quindi ben vengano questi programmi, perchè così si capisce che la società non è fatta solo da quei quattro fighetti che si vedono in tv ma anche di queste persone, di tutti noi, coi nostri difetti, le nostre vite incasinate. E poi cos’è normale? Ho conosciuto persone che fuori sembravano perfette e dentro erano più malate di quelli che vengono definiti pazzi.

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