Amori nel tempo

Il tempo passa, i calli duolgono e le rughe spuntano ed assieme ad essi, muta la nostra percezione di amore.

La scorsa notte, in quella fase di dormiveglia in cui pensi a qualunque cosa, ho riflettuto su come cambia la nostra percezione di amore e di rapporto.

 A 15 anni volevo che il mio primo amore durasse per sempre, vivevamo in simbiosi, ci saremmo scambiati il respiro, non si poteva mai pensare che l’amore potesse fare male. 

A 20 anni l’amore era un accessorio, si passava da un ragazzo all’altro, non si contavano i giorni né si stabiliva se fosse una relazione o una trombamicizia. Non ci si sentiva con assiduità, ti piaceva uno e ci stavi e vi lasciavate senza troppe menate o problemi. Non si doveva andare da nessuna parte, ci si vedeva per il gusto di farlo.

A 25 sei troppo presa da te stessa e mentre il mondo attorno a te si prepara a sposarsi e partorire tu vuoi essere una ribelle, vuoi la carriera, vuoi esperienze saffiche, sadomasochistiche, vuoi un uomo folle, vuoi stare da sola, vuoi amare un tricheco e accoppiarti con un albero. Insomma vuoi tutto e niente. La stabilità ti fa paura e al massimo ti rifugi in storie sbagliate o in rapporti stantii  e di copertura solo per dire al mondo che pure tu comunque un pezzo di persona che spasima per te la hai.

A 30 anni invece, forse complice un orologio biologico che ticchetta, una stabilità, una maturazione, inizi a pensare che forse un povero stronzo che ti piglia così come sei, lo vuoi, che non vuoi morire sola e pazza, che la notte di natale non vuoi finire a cenare dal kebabbaro. E allora con affannosa ricerca e meticolosa cura, scavi tra gli uomini rimasti per trovare qualcuno che si adatti a te. E adesso hai premura e paura. Una cosa che a 20 anni non conoscevi, una paura che ti fa paura. Come se dovessi consolidare tutto prima di scadere, prima che lui ti conosca per bene e scappi via.

E a 35 anni? A 35 capisci che avere una persona è bello ma amare se stessi è ancora meglio. Che fare i fidanzati ti sta bene, ma una convivenza ti sta stretta, che vuoi tornare a casa e svaccarti da sola ma che vuoi anche la sua dolce compagnia. Che ti fa paura perderlo perché lo hai trovato a fatica ma che non sei pronta a far famiglia. E allora che si fa? 

Si rimpiangono i 20 anni e si aspetta comodamente che arrivino i 40 per maturare una consapevolezza nuova e scoprire se sarai una 40enne in ciabatte e plaid con lui che scoreggia accanto o una 40enne in minigonna di ecopelle che adesca ragazzini possenti nei pub.

State connessi, lo scopriremo tra qualche compleanno

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Informazioni su Emily Dickinside

un diamante dalle mille sfaccettature
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Una risposta a Amori nel tempo

  1. cristinadellamore ha detto:

    Ma la speranza dove è finita?

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