Gli amori tamarri

Sono cresciuta in una città dove l’amore tamarro era quasi d’obbligo. Il fidanzato proveniente dal quartiere degradato che ti corteggiava passando ed impennando con il motorino era necessario per la crescita e lo sviluppo dell’adolescente catanese. Accompagnato poi dalle canzoni napoletane che erano colonna sonora della storia e dalla obbligatoria conoscenza di tutta la famiglia di entrambi i fidanzati che ovviamente si dividevano in fazioni.

La parte di lei che osteggia l’unione e teme la fuitina, la parte di lui che caldeggia un matrimonio con prole anche se i due hanno appena quindici anni.

Io l’ho vissuto l’amote tamarro, anzi come si dice da me, ‘zaurdo’.

Ci siamo messi assieme senza neppure capire come, veniva spontaneo a quella età, senza troppi giri di parole o tempo perso a frequentarsi. Ci si conosceva sul campo!

Si svegliava all’alba per venirmi a salutare prima di entrare a scuola e mi veniva a prendere dopo.

Romanticismo  a manetta e sacrifici che nei ragazzi di  oggi non ritrovo.

Facevamo giri immensi in motorino, ci bastava stare abbracciati mentre il vento scompigliava i nostri capelli senza casco. Lui mi riempiva di piccoli regali che a quella età e con quei pochi soldi ci riuscivamo a fare ed era sempre una gioia,  mi scriveva lettere e biglietti (altro che cuoricini su uozzap) e mi amava anche se ero una cessa brufolosa.

 Mi ha portato a conoscere la sua famiglia dopo circa una settimana e sono stata accolta con un pranzo improvvisato a base di tutto fritto. Ero già la nuora, la moglie del primogenito. Non importava se dovessi ancora compiere 15 anni. Non importava se pesassi 80 chili, ero sciupata e sua nonna mi nutriva, non importava se ci appartavamo nella sua stanza, i suoi genitori erano ‘aperti’ rispetto ai miei che morivano dentro solo al pensiero che potessi essere deflorata prima dei miei 46 anni.

Loro volevano per me qualcuno che non fosse ‘terra terra’, che almeno avesse il diploma, qualcuno con cui non restare incinta a 15 anni e quindi mi ostacolavano anche se fondamentalmente lui era un bravo ragazzo e quando ci lasciammo ci restarono più male loro di me.

Le canzoni napoletane erano e sono un must Delle storie tamarre. Raccontano relazioni drammatico-romantiche nelle quali ti rispecchi. La gelosia poi è il sale della relazione (e pensare che ai tempi non c’erano i social, quindi essere geloso e controllare il partner era difficile, era un lavoro di fino).

Altra cosa che caratterizzava l’amore tamarro era l’abbigliamento vistoso ma sempre curato, proprio da dare nell’occhio, come se fossimo pavoni che sfoggiavano piume nuove, proprio per attirare attenzione ed essere ammirati e venerati come coppia tamarro doc.

Altra cosa importante erano le prospettive per il futuro, altro che reddito di cittadinanza e influencer, noi si voleva aprire una salumeria, una panetteria, una pasticceria! Non sogni ma solide realtà! Una bella bottega vicino casa dove poter andare in ciabatte e grembiule lurido e invecchiarci dentro. Diventare una istituzione nel quartiere.

Poi quando l’amore tamarro finiva partivano le sceneggiate di lui a lei o viceversa. I passaggi con il motorino a casa e a scuola per marcare il territorio e controllare la ex (uno stalking di altri tempi) erano accompagnati da scritte sui muri: PERNACCHIOTTA TI AMO ANCORA. TOPASTRINO SEI LA MIA VITA. RITORNA.

Iniziavano le telefonate a casa per chiedere di noi ai genitori, i consigli chiesti agli amici per riconquistarla e infine quando non si ritornava assieme ci si struggeva a casa, guardando vecchie fotografie Kodak sviluppate, si chiudevano lettere e regali in una scatola e ci si abbandonava a pianti incontrollati ma necessari. Era necessario starci male, era necessario che l’altro lo sapesse, era necessario che uno dei due si facesse nuovamente un nuovo compagno per incontrarlo in centro la settimana successiva e cambiare marciapiede.

Era necessario che uno dei due, quello lasciato, si facesse piu bello proprio per far ‘addannare’ il disgraziato che ci aveva ridotti in lacrime.

Gli amori tamarri mi mancano, erano semplici, senza menate, senza tempi di attesa, senza troppe paranoie, genuini. Gli amori tamarri sono una specie di battesimo de sentimenti. Non mi sono mai pentita degli amori tamarri (e si ne ho avuto più di uno) mai mi sono sentita amata protetta e viziata come quando ho amato un tamarro.

Sono dell’idea che il tamarro dovrebbe essere protetto dal WWF come gli animali in via di estinzione.

Annunci

Informazioni su Emily Dickinside

un diamante dalle mille sfaccettature
Questa voce è stata pubblicata in istruzioni per l'uso. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...