Notte prima degli esami

17 anni fa era la mia notte prima degli esami.

Durante il mio quinto anno mi ero lasciata col mio fidanzato storico e avevo avuto alti e bassi, quanto erano stati meravigliosi i miei insegnanti a capirlo e sopportare il mio pessimo umore per mesi (ora che sono docente mi accorgo di quanto lavoro ci sia dietro una semplice lezione).

Avevo fatto una tesina cazzuto sul super uomo e l’omosessualità, collegata con qualunque tipo di materia, avevo persino litigato con il prof. Di arte che mi contestava la finocchiaggine di Van Gogh! Avevo ripassato il programma e in italiano mi sentivo pronta, del resto ho sempre amato scrivere e avevo sempre portato buoni voti.

Quello che mi stracafotteva di paura era la matematica. Ero stata sempre una capra in matematica. Una capra infinita ed unica.

Non mi preoccupava lo scritto sulle materie socio pedagogiche né tantomeno il MEGAQUIZZONEGENERALEMISTO.

Quello che mi terrorizzava era l’orale. La matematica orale!

L’avevo ripassata con un ragazzetto, maturando anch’egli. Amico di amici. Ci eravamo conosciuti e subito invaghiti. Io da fidanzatina lasciata ero diventata estimatrice della singletudine e avevo deciso di darla via come le briciole agli uccelli.

Io facevo ripassare a lui italiano e lui mi faceva fare equazioni di secondo grado…. Coseno e seno…il mio!

Mi limonava in cameretta come se non ci fosse stata mia madre che nell’altra stanza ci preparava la merenda.

Era un caldissimo giugno catanese, studiavo sta cazzo di matematica per la mia notte prima degli esami, lui corteggiava come un matto e oltre gli appunti mi aveva passato anche la candida. Feci il mio esame grattandomi sulla punta della sedia. La prof di matematica mi chiese un argomento a piacere.

Risposi che l’unica cosa che ricordavo era la proprietà commutativa dell’addizione.

Risero tutti eccetto lei.

Quel giorno capì che la mia ironia non era sempre adatta ai contesti formali (ma continuo ad usarla anche adesso e continuo a mettermi nella merda).

Mi salvò la prof. Di filosofia, le accendo ancora un lumino in chiesa ogni anno.

All’uscita dall’esame, il portatore di candida era davanti la scuola, mi era passato a prendere in moto e mi aveva portato un mazzo di fiori. Ero grande. Ero fichissima ero libera.

Mi diplomai coerentemente con la mia media dell’otto.

Passai l’estate a lavorare come animatrice turistica. 

Nonostante 37 lauree prese negli anni, io lavoro grazie a quel diploma da insegnante, sono finita spesso a insegnare matematica (cazzodikarma) ho una Delle mie ex professoresse tra gli amici di Facebook, la passione per la scrittura non è mai passata. L’esame cambia ogni cosa anche se non sembra ecco perché si chiama maturità.

È passata una vita dalla mia maturità ma ricordo ogni dettaglio. 

Auguro a tutti i maturandi le stesse mie meravigliose emozioni (candida a parte)e il mio stesso meraviglioso futuro.

Che siano giovani tatuati e ribelli, secchioni, ragazze madri, futuri dirigenti, medici che mi salveranno la vita, disoccupati che scapperanno all’estero. Qualunque cosa voi farete da luglio in poi, ricordate questi giorni per sempre.

#maturita2019

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un diamante dalle mille sfaccettature
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