Le donne del sabato sera

Le vedi le donne del sabato sera, quelle che la mattina dopo escono da un portone troppo ben vestite per essere mattina, con una borsa troppo lucciocosa per essere mattina, con il trucco troppo sbavato per essere mattina.

Sono stata a casa di qualcuno, qualcuno che le ha ospitate per la notte, che ha fatto l’amore con loro e che le ha fatte dormire e loro dopo un caffè sono andate via.

Andate via per scappare a lavoro, per scappare da un marito che torna, per scappare da una moglie che rientra, perché lui ha chiesto gentilmente di togliersi dai piedi.

Le vedi mentre si lisciano la camicia stropicciata dai baci e dagli abbracci di una notte e dai loro occhi puoi leggere se sono felici di andarsene, se si guardano attorno furtive o se sono tristi perché in quella casa ci avrebbero voluto lasciare uno spazzolino, un assorbente.

Le vedi annusarsi i capelli per sentire se l’odore di lui si sente ancora.

Le vedi se sorridono, mettono le cuffiette e felici cercano le chiavi della macchina, le vedi se invece piangono e guardano il balcone della casa sapendo che non ci torneranno più o se prendendo il telefono scrivono fitte fitte alle amiche i dettagli della notte piccante, con un sorriso storto e i denti che mordono le labbra a ricordare.

Le donne della domenica mattina sono bellissime e si mischiano alle casalinghe che fanno la spesa, alle vecchiette che vanno a messa e alle ragazze che corrono al parco.

Sono bellissime mentre maledicono i tacchi della sera prima e quella birra di troppo e cercano di ricordare il nome del ragazzo dove hanno passato la notte certe e spavalde della loro sessualità.

Fateci caso.

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Occhio malocchio prezzemolo e finocchio

Ecco qua, abbiamo quarant’anni, abbiamo un mutuo, un lavoro ed un compagno, siamo in quella fase socialmente accettabile, forse da bambine ci immaginavamo così o forse in giro a salvare il mondo come un super eroe, di certo non ci immaginavamo che, nel bel mezzo della tranquillità, quando hai appena mollato la cima dell’ arrivare a tutti i costi, quando hai il tuo equilibrio cosmico e da lì in poi vuoi solo sederti e godere lo scorrere placido della tua vita, lui ti dica che non sa se ti ama o meno.

E voi crasciate. Crasciate come un computer, andare in blocco con la rotellina che carica all’infinito. Li per li ficcate la testa sotto la sabbia come gli struzzi, non avete sentito, non è vero, non può succedere. Non a voi. Non ora.

Vi sistemate di più, lo cercate di più ed è in questo frangente che vi accorgete di quanto lui sia anni luce lontano da voi, chiuso nella sua piccola bolla in bilico se lasciarvi o meno. E porco giuda c’è un mutuo acceso, le bollette intestate ad entrambi, un viaggio prenotato, sua mamma che mi fa i regali per natale, cioè non è che siamo adolescenti che un colpo di spugna e via. Qui oltre all’amore c’è roba pratica. Non solo, qui ci ritroviamo a soffrire da ‘vecchi’ a rimetterci in gioco da vecchi, a ricominciare da vecchi e feriti. Una roba impensabile.

Allora le pensi tutte. Lo leggo con il rito del sangue mestruale come si faceva nel medioevo. Glielo butto lì in mezzo a pasta e ragù, faccio due scongiuri, tre piroette e vediamo se funziona.

Poi pensi che potreste parlare ma lui non sa, non si esprime vostro onore, è confuso. Già non parla di suo, in queste circostanze diventa di un mutismo selettivo molto poco selettivo. E tu sei la a fare i tuoi monologhi strazianti ricordando quanto è bello stare assieme quanto siete giovani e forti (e siete morti) quanto ancora potete dire fare baciare.

Lui prende tempo, tentenna vacilla oggi c’è domani meno.

Allora gli proponi un consulente di coppia. Che mai al mondo hai pensato di andarci. Che ti sembra di rivolgerti al mago del potere, a giucas casella.

Tolgono ansie, depressioni, curano disturbi alimentari e problemi di coppia e forse ti danno anche due numeri del lotto. E tu pensi che dovrai andare lì a dargli 80 euro a botta per sentire i silenzi di lui che ti fanno fischiare come una pentola a pressione o pagarne il doppio per parlare tu come un fiume in piena e fare decidere ad un don Abbondio il destino del vostro precario amore.

Che se dipendesse da te avresti già la risposta in mano e sapresti cosa fare ma dipende da lui e morirai di ansia fino al giorno in cui capirà cosa fare.

Starai appesa ad un filo sottile fino a quando lui non lo reciderà facendoti cascare di culo. perché lui la risposta la saluto già, è dentro di sé, anche se è quella sbagliata.

‘Taccisua

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Educazione sentimentale

Non troverai mai un uomo che stia con te se continui a saltare da un cazzo all’altro. Quante volte l’avete sentita questa frase?
E quante volte avete pensato di stare cercando l’amore ed il compagno della vita nel modo sbagliato?

Ma come si fa a cambiare metodo? Io penso che l’educazione sentimentale si debba insegnare a casa come a scuola e tra gli amici, al pari di quella sessuale e dell’educazione verso gli altri in generale.

Conosco amiche che hanno aspettato per sempre un uomo che non le voleva e altre che cercavano l’amore dentro ogni mutanda.

Entrambe erano sole!

Chi li attirava col sesso e pensava di legarli con quello e chi interpretava una casta Penelope in attesa di un ritorno.

Eppure sempre sole.

Insomma tutto sto giro di parole per dirvi che, l’educazione sentimentale è una cosa che va impartita secondo criteri. Bisogna imparare ad amare bene, ad amare se stessi e poi gli altri nel giusto modo o si finisce sempre per ricadere in un circolo vizioso di amore sbagliato e quindi di solitudine e frustrazione.

Se usi sempre lo stesso metodo, otterrai sempre lo stesso risultato! Ma se non hai un metodo, usi quello che pensi sia migliore.

Bisogna educare all’amore, al rispetto, a tutte le sue forme, spiegare che sentimenti e necessità sono cose diverse. Bisogna insegnare i giusti tempi e modi, educare alle differenze tra uomo e donna, all’amore che può nascere anche tra lo stesso sesso, bisogna perfino insegnare a soffrire.

Nella mia testa ho deciso di voler istituire il primo centro di educazione amorosa….

del resto, chi non ha talento insegna!

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Body shaming

Era il 1998 quando una giornalista, Tiziana Rosati, si presentò in video coi capelli blu.
Derisa pubblicamente da Mentana, non è più apparsa in video.

È il 2020 quando una giornalista, Giovanna Botteri, si presenta in video con una chioma non tinta ed una semplice maglietta nera.
Derisa pubblicamente (anche) dalla Hunziker, se ne sbatte il cazzo.

Io capisco che una giornalista entra nelle case degli italiani e deve avere un codice etico MA
Se definiamo tg satirico un programma con delle donne mezze nude, salta l’idea di codice etico.
Se quando ascoltiamo la notizia diamo peso ai capelli della giornalista e non a cosa ci viene detto, il problema non è della giornalista ma nostro.
Se crediamo ad ogni notizia bufala che sentiamo pure dal fruttivendolo e poi ci sembra poco attendibile una giornalista senza piega, siamo delle gran teste di uovo.

In ogni caso 4 cose mi preme esprimere:

1)Tanta tristezza per la Hunziker che ha una associazione che difende le donne e poi le attacca per l’aspetto fisico
2) che ancora noi donne non possiamo fare dire e vestire come cappero ci pare
3) che l’uomo è autorevole in abito scuro e la donna solo in tailleur quando sono le persone in giacca e cravatta ad aver rovinato il mondo
4) non lo chiamate body shamig, chiamatelo insulto, ingiuria, disprezzo, chiamatelo come qualcosa che noi donne siamo abituate a sentire da sempre.

#iosonogiovannabotteri

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Difetto di fabbrica

Una delle prime cose che gli chiederemo sarà: Sei single?

Se risponde no, ci allontaneremo meste, se invece risponde dì sì, prima saremo felici poi ci domanderemo come mia possa essere signle a quella età.

Ha un buon lavoro, sembra fisicamente e mentalmente normale, ha delle ex quindi nella vita è stato biologicamente scelto da qualcuno… Eppure se ha tra i 28 e i 43 anni ed è single, avrà comunque qualcosa che non va e stara’ a noi cercare cosa.

Magari lo scoveremo subito, come una innata passione per le bambole di porcellana con le quali riempie la camera della mamma defunta, altre volte ci vorrà più tempo per capire e una volta che troviamo quel neo, fondamentalmente ci siamo un po’ affezionate.

E a quel punto che si fa?

Cerchiamo con tutte noi stesse di farcelo piacere comunque perché il tempo scorre e non è che possiamo fare le schizzinose.

Quindi cerchiamo di cancellare dalla nostra mente quel problema che giustamente lo rende i appetibile, che se fosse stato in un branco di lupi, lo avrebbero già abbandonato nella foresta.

Ma sapete cosa è la cosa più divertente?

È che mentre noi (decenti e abbastanza equilibrate) cerchiamo di farci andare giù questo scarto di fabbrica, lui afferma tutto tronfio che sta cercando la donna giusta, l’amore della suo vita ma non siamo noi, perché abbiamo qualcosa che non lo convince!

Ecco ora resistiamo alla voglia di cavargli gli occhi e pensiamo al fatto che anche noi abbiamo un difetto di fabbrica e che forse se con tanti gatti non si sta male.

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Sex After sex

In periodo di quarantena chissà quante coppie stanno approfittando della reclusione per fare le capriole tra le lenzuola e quante altre stanno aspettando di farle.

Io a differenze di entrambe, in quarantena penso.

E penso a quando all’inizio di una relazione il sesso sia imbarazzante, tutti a cercare di dare il meglio di sé, di non chiedere cose che vanno oltre ‘il limite del buon costume’ tutti a cercare di farne il più possibile.

Poi arriva quella fase in cui ti stabilizzi, sentimentalmente e sessualmente e superi anche lo scoglio dell’imbarazzo e magari è proprio in quel periodo in cui sperimenti e ti riprometti di comprare manette, altalene, vibratori a forma di stambecco. E lo fai eh ed il sesso diventa magnifico.

Poi come è come non è… Te ne dimenichi. Ti dimentichi del vibratore, del farlo sul tavolo con le briciole di pane, ti dimentichi perfino di farlo.

Diventa quasi un obbligo, un meccanismo del sabato sera, certe volte ci preferisci persino il divano. Ma non che sia diventato brutto o monotono, solo che bho.

Passa in secondo piano.

E ti ritrovi a buttare quella mutanda sexy ormai con l’elastico smollato e a pensare se in fondo ti va bene così.

E ti viene da ridere perché 20 anni fa i cazzi li dovevi rifiutare da quanti ne avevi e ora, li devi quasi elemosinare.

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Persempreno

I primi segno della quarantena si fanno vedere.

L’essere reclusa con il fidanzato ha fatto sclerare la mia amica, mi è toccata una video chiamata per farla sfogare!

Il per sempre no. No no e no

che ansia.

che ansiaaaaaa.

non mi va! il per sempre non lo voglio.

mi fa paura frequentare un corso di un anno, un mutuo ventennale, pensa il per sempre.

Il ti amerò per sempre… madòòòò e che è na minaccia?

non è meglio dirsi di amarsi fin quando se ne ha voglia?

certo è meno sicura, da meno certezze ma è più onesto.

e poi quanta ansia dà il persempre?

siete sicuri di voler stare con una persona pregi e difetti per tutto sto tempo? E se promettete e poi non mantenete non fa più male?

Ti giuro amore un amore eterno se non è amore me ne andrò all’inferno come diceva Ambra

Ma io sto già all’inferno! All’interno del dubbio.

E se gli puzza la fiatella? E se conoscete uno migliore? E se combina una stronzata?

volete davvero l’abito bianco, le nozze e il rinfresco con mamma che frigna e papà che sborsa? davvero?

MA LO VOLETE PERCHè LO AMATE O PER CONVENZIONE SOCIALE, O PER NON CREPARE DA SOLI?

eh?

E volete davvero uno che vi chieda cosa fate? dove andate? quando tornate? che vi aspetti quando uscite con le amiche? che ansia!

E volete davvero uno che corra da voi se avete bucato una ruota? e cavatevela da sole per dio…

E volete per sempre anche un uomo che non è neppure così presente ed affettuoso ma piuttosto freddo e scialbo?

E volete scopare sempre lo stesso pisello anche se non è un granchè?

E volete uno che vi dica quelle belle paroline che magari ha detto a quella prima di voi e forse pure a quella durante?

Volete davvero le cose lunghe, durature, senza possibilità di errore? e dove sono i brividi? dove sono le avventure? i rischi? i pericoli?

il per sempre è un foglio di pluriball che vi avvolge il cuore ed il cervello, vi fa vivere convinti che tutto sia gia scritto e corra giù come miele fluido che scende dal cucchiaio. Poi vi tolgono la fetta biscottata da sotto le mani e quel miele vi cola sui piedi, vi levano il pluribal dal cuore e lo scaraventano per terra.

Il per sempre nonè un farmaco salva vita, piuttosto fate come i bambini, se li fai giocare con la terra e con lo sporco si immunizzano.

Immunizzatevi, cazzo! spaccatevi il cvuore, il cervello, le palle. mischiate il persempre al persempre no.

lo statico fa paura.

di tempo indeterminato tenetevi solo il lavoro se ce lo avete!

io qualche anno fa lo volevo il per sempre, abito bianco cane e il giardino. Ora voglio i tirocini , le prove, gli esami, il precariato, sono ancora giovane, non voglio sedermi, levatemi sta sedia da sotto il culo, voglio correre, voglio sentirmi ancora libera ed indipendente, voglio bastarmi. voglio esser il persempre di me stessa.

Giuro di esseremi fedele sempre e incoerente ancora di più, giuro di dire una cosa e farne un’altra. giuro di dimenticare le cose e di essere allo stesso tempo ossessiva compulsiva di innamorarmi soffrire e maledire sempre e rapidamente, giuro di amarmi in salute , in grassezza, in senso di colpa e malattia, coi capelli non lavati e pure coi tacchi da gnocca (ma quello è facile per tutti)

giuro di proteggermi sempre e pure di espormi e scorticarmi.

giuro di detestarmi e amarmi, per sempre. finchè qualcuno venga ad invadermi come la polonia e forse posso cedere una parte di persempre e farmi venire l’ansia.

A quarant’anni sono troppo giovane per un per sempre.

si, forse un giorno, ma non ora, sarò pronta per ansiare qualcuno.

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