Brillanti

Sono molti anni che non ho primi appuntamenti ma solamente adesso mi sono resa conto di quello che avrei voluto sentirmi dire durante quegli inutili impegnativi appuntamenti.

Ovviamente ogni donna si agghinda e si sistema per farsi dire di essere bella e fino a qua non ci piove, la bellezza (soggettiva che sia) è il biglietto da visita di un appuntamento.

Ci sta anche il fatto di sentirsi desiderate, capire che quella persona e’ interessata a noi, capire che ci vorrebbe e che ci bacerebbe. Importante certo ma non indispensabile.

Fa parte del menù del primo appuntamento anche un adeguato sfoggio di intelligenza e consapevolezza, di autostima e di benessere economico, sono tutti un ottimo contorno che fa ben predisporre le persone. 

Ma quello che ho sempre desiderato sentirmi dire è: quanto io sia brillante.

un bel messaggio dopo avermi accompagnata che dica più o meno quanto tutta la sera lui non abbia potuto fare a meno di notare quanto io sia brillante.

Brillare per me è essere un compendio di bellezza, sensualità, intelligenza, carisma. Attirare una persona nel mio essere unico. Attirarla non per infilarla tra le mie gambe ma per lasciarsi trasportare in un grosso mistero, in una magia da svelare quali possono essere gli appuntamenti a seguire.

Ecco avrei voluto sentirmi dire questo e ad essere onesti me lo vorrei sentire dire anche oggi in ambito sentimentale, lavorativo ed amicale.

Laura, lei è davvero brillante. 

Perché lo sono, modestamente, cazzutamente lo sono!

Ma ditelo con moderazione e solo alle persone che veramente brillano o qui tutti si convincono di valere e siamo rovinati.

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Piccolo infame da piscina

Al nord si sa, il mare non c’è quindi per supplire alla mia necessità di acqua e sole, sono andata in piscina.

Una filarata di scomode sdraio bianche, a destra occupate da truzzi e tamarri, a sinistra da vecchietti con cibo per un esercito e davanti da millemila famiglie con altrettanti millemila figli. Una coppia colpisce il mio interesse. Due bimbi, uno la reincarnazione del demonio e uno piccolo ancora attaccato a koala alla genitrice, un padre spalmato immobile sulla sdraio con telefonino alla mano e madre che come una moderna dea Kali mette protezioni solari, braccioli, regge gelati,asciuga nasi rincorre bambini, li rimprovera, li spoglia, li veste, li sfama senza mai mai mai sedersi un minuto. Per lei non è una giornata a mare, è un campo di lavoro, vigile, veloce, controlla e si muove costantemente, si stanca, suda si stressa dietro a questi pargoli figli dell’amore mentre lui continua a schiumare sotto l’ombrellone muovendo solo i pollici per chattare. 

Poi lei bollita porta tutti in acqua e mentre fa nuotare i figli facendo praticamente una lezione di idrobike per stargli appresso, lui è la, con quel telefono in mano e io lo vedo, si guarda attorno furtivo, come se stesse commettendo un crimine, lo avvicina di più al petto e inizia a scrivere in chat, dalla distanza da dove io mi sto gocciolando il costume posso vedere che tipo di chat è e mi verrebbe di appiccicargli i denti sul telefono, mi verrebbe di urlargli che mentre quella femmina sforna bambini che lui ha promesso di amare e rispettare sta cercando di far felici i figli fatti assieme, lui sta facendo il porco con l’amante di turno, con la zoccoletti conosciuta dove, su tinder? Con l’amichetta drizzacazzi. Mi verrebbe di chiedergli perché, se per caso non fosse più felice o se per caso fosse solo un traditore impunito. Mi verrebbe di buttargli il telefono in piscina e farlo menare da tutte le donne presenti. Ma poi mi sdraio. Moglie sta rientrando e le sue mani veloci cancellano ogni traccia. Lei sicuramente lo sa perché nessuna donna è stupida. Prima o poi lei saprà come fare. Confido in te cara signora con il costume a fiori.

Fatti valere.

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La rivincita Delle Gaga

Stamattina mi sono svegliata e non ho fatto altro che pensare alla storia tra lady Gaga e Bradley Cooper. Ho passato la giornata a mettermi nei panni di ognuno dei tre e alla fine ho capito la scelta di Bradley.

Cominciamo col dire che secondo me lady Gaga non lo voleva né se lo aspettava, che non era pronta a far lasciare una coppia, che forse le dispiace anche. Che lei s’era presa una cottarella eh, una cottarella da chi fa un film assieme ma non era pronta.

Irina invece s’è fatta prendere male. Lei non se lo aspettava per nulla, si le tirava un po’ il culo quando loro erano così appiccicati durante le riprese ma non si aspettava che il suo Bradley lasciasse lei, un tronco di gnocca per una cantantuzza nasona. Aveva sottovalutato il pericolo. Certo ora lei sarà  già corteggiata da 3/4 di globo terrestre ma lo stesso ci sarà rimasta di merda. E poi una come lei che è già una modella, come fa a diventare ancora più bella per far ingelosire l’ex?  E come fa a trovare uno ancora più gnocco di Bradley per passeggiare in centro farsi vedere e farlo incazzare?

Ma quello che più capisco, quello che più ha motivazione è proprio lui, l’uomo fulcro della contesa.

Anche lui non era predisposto a cornificare la fidanzata eh, si vede che ha la faccia da bravo ragazzo, da uno che stava facendo la cosa seria solo che vuoi, stai con una modella? La modella non magna che si ingrassa mentre Gaga si scofana l’apocalisse, la modella va in giro sui tacchi e non la puoi portare sui sampietrini, la Gaga va in giro come un circo e non si fa paranoie a nessuna altitudine e latitudine.

Lady Gaga sembra più avvicinabile, più alla mano, saranno le origini siciliane, sembra una che si possa accollare veramente di fare le cose di una persona normale e secondo me di quello Bradley si è innamorato. Del suo modo fantasioso e libero di prendere la vita.  

Chissà adesso questa coppia come andrà? Se le gufate di Irina li faranno durare poco, se si sposeranno, se lui troverà una ancora più semplice della Gaga, se lei lo manderà a cacare per un macellaio della Brianza.

Fatto sta che questa storia è la dimostrazione del fatto che anche le ‘normali’ le sempliciotte, addirittura le bruttine, possono avere la loro rivincita se accompagnate da un carattere ed un carisma super super cazzuto! 

Dovremmo essere tutte lady Gaga una volta nella vita e vivere una emozione di simile intensità che è una botta di autostima impressionante!

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Amante inutile 

Sono dei giorni che per questa cosa ci rido male.

Esco con una amica, passeggiata, caffè e chiacchiere. Ad un certo punto mi confessa di avere un amante.

Questa cosa mi meraviglia sempre, non perché io sia bigotta e rifiuti l’idea di tradimento ma perché, lessa come sono e rincoglionita come mai, se lo facessi io, mi farei beccare al quart secondo.

Quindi mi meraviglia sempre questo mondo di sotterfugi, di calcetto, di bugie ben architettate e quant’altro.

Solo che la mia amica (che ama le situazioni tragicomiche) ha preso un amante impotente.

E che cazzo ci fai?

Scusa, che io sappia, l’amante serve a fare il sesso bollente che normalmente scarseggia a casa. Se ti sei preso uno che non ha alzabandiera…che uso ne fai? È come comprare un minipimer che non frulla!

Ma no-mi sgrida- l’amante serve anche per il corteggiamento, le coccole, le attenzioni e quella voglia di proibito che normalmente ti stuzzica.

Ah giusto ma se a casa non si tromba e non si tromba neppure con l’amante?

Eh effettivamente…

Ti conviene tutto sto sbattone per avere un amante a metà?

Eh ma per lo meno così argino il rischio di innamorarmi.

Giusto corretto.

Ma ora che mi ci fai pensare, il gioco non vale la candela.

Quindi lasci l’amante e resti con lui?

No. Li lascio entrambi e me ne cerco uno full optional.

Giusto. Se la pubblicità ci insegna qualcosa è  che sia Meglio un solo fustino di dash che due Di detersivo impotente…

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Her (IL film)

Ho visto questo film per la seconda volta a distanza di anni e per la seconda volta mi sono trovata a disquisire sulla trama.

Per chi non lo avesse visto, è un uomo solo che si innamora di un sistema operativo.

Non un sistema operativo Delle balle eh, uno serio con la voce da donna, capace di provare emozioni e sentimenti, di avere orgasmi, di aggiornarsi in base alle esigenze. Ora aldilà che lei, in quanto sistema operativo non era ‘fedele’ quello che mi sconvolge è che in questo film, stare con una ‘google Alexa evoluta’ sia normale.

La coppia di amici invita a cena te e il sistema operativo, mi ficcano un paio di auricolari nelle orecchie e interagiscono con lei come se esistesse, vai a fare una passeggiata con una telecamera nel taschino ed è come se lei fosse lì con te, le racconti le tue giornate, ti da consigli sul lavoro, ti legge un libro e ti fa fare anche sesso virtuale ma….

Ma… Tu continui a non avere nessuno nel tuo letto  (bene o male)

Continui a cucinare per uno (che in una ottica di risparmio non è male)

Continui fondamentalmente a essere da solo con una compagnia palliativa.

E allora mi sono chiesta:

L’amore è avere necessariamente qualcuno accanto o quella è pura ostentazione? È solo una prassi per essere socialmente accettati?  Si può amare anche un sistema operativo? Si può pensare di vivere una vita di amori virtuali o siamo talmente abituati alla presenza sociale della moglie con la cellulite che di un software non ce ne facciamo nulla?

Oppure, visto che adesso abbiamo la realtà virtuale, siri, cortana, Alexa, ci stiamo abituando a quelli che parlano da soli ma che non sono pazzi bensì hanno le cuffietta bluetooth, ci stiamo abituando a farci le pippe con le foto on line…. Non è che presto l’amore softwarizzato prenderà il posto di quello ‘antico’?

E sarebbe poi veramente un male ?(estinzione della specie a parte)

Io sono antica e quindi sono abituato all’immagine del mio compagno mutandone canottiera birra gelata e partita dell’italia ma se nascessi tra 20 anni, forse per me sarebbe naturale avere un fidanzato sistema operativo, stressarlo con le mille domande che faccio al mio ma tanto lui non si può rompere le balle che non le ha. Un fidanzato a cui non serve sapere dove sono i calzini nel cassetto, uno con cui parlare quando mi va, accendendo l’auricolare, uno che mi risolva i problemi senza sbuffare, per lo meno quelli virtuali. Uno per cui non cucinare ma con cui poter mangiare.

Inizio a pensare che prima o poi accadrà e vorrei essere viva per conoscere il fidanzato virtuale di una mia ipotetica nipote ed esordire con un …. ‘ai miei tempiiii…. 

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Notte prima degli esami

17 anni fa era la mia notte prima degli esami.

Durante il mio quinto anno mi ero lasciata col mio fidanzato storico e avevo avuto alti e bassi, quanto erano stati meravigliosi i miei insegnanti a capirlo e sopportare il mio pessimo umore per mesi (ora che sono docente mi accorgo di quanto lavoro ci sia dietro una semplice lezione).

Avevo fatto una tesina cazzuto sul super uomo e l’omosessualità, collegata con qualunque tipo di materia, avevo persino litigato con il prof. Di arte che mi contestava la finocchiaggine di Van Gogh! Avevo ripassato il programma e in italiano mi sentivo pronta, del resto ho sempre amato scrivere e avevo sempre portato buoni voti.

Quello che mi stracafotteva di paura era la matematica. Ero stata sempre una capra in matematica. Una capra infinita ed unica.

Non mi preoccupava lo scritto sulle materie socio pedagogiche né tantomeno il MEGAQUIZZONEGENERALEMISTO.

Quello che mi terrorizzava era l’orale. La matematica orale!

L’avevo ripassata con un ragazzetto, maturando anch’egli. Amico di amici. Ci eravamo conosciuti e subito invaghiti. Io da fidanzatina lasciata ero diventata estimatrice della singletudine e avevo deciso di darla via come le briciole agli uccelli.

Io facevo ripassare a lui italiano e lui mi faceva fare equazioni di secondo grado…. Coseno e seno…il mio!

Mi limonava in cameretta come se non ci fosse stata mia madre che nell’altra stanza ci preparava la merenda.

Era un caldissimo giugno catanese, studiavo sta cazzo di matematica per la mia notte prima degli esami, lui corteggiava come un matto e oltre gli appunti mi aveva passato anche la candida. Feci il mio esame grattandomi sulla punta della sedia. La prof di matematica mi chiese un argomento a piacere.

Risposi che l’unica cosa che ricordavo era la proprietà commutativa dell’addizione.

Risero tutti eccetto lei.

Quel giorno capì che la mia ironia non era sempre adatta ai contesti formali (ma continuo ad usarla anche adesso e continuo a mettermi nella merda).

Mi salvò la prof. Di filosofia, le accendo ancora un lumino in chiesa ogni anno.

All’uscita dall’esame, il portatore di candida era davanti la scuola, mi era passato a prendere in moto e mi aveva portato un mazzo di fiori. Ero grande. Ero fichissima ero libera.

Mi diplomai coerentemente con la mia media dell’otto.

Passai l’estate a lavorare come animatrice turistica. 

Nonostante 37 lauree prese negli anni, io lavoro grazie a quel diploma da insegnante, sono finita spesso a insegnare matematica (cazzodikarma) ho una Delle mie ex professoresse tra gli amici di Facebook, la passione per la scrittura non è mai passata. L’esame cambia ogni cosa anche se non sembra ecco perché si chiama maturità.

È passata una vita dalla mia maturità ma ricordo ogni dettaglio. 

Auguro a tutti i maturandi le stesse mie meravigliose emozioni (candida a parte)e il mio stesso meraviglioso futuro.

Che siano giovani tatuati e ribelli, secchioni, ragazze madri, futuri dirigenti, medici che mi salveranno la vita, disoccupati che scapperanno all’estero. Qualunque cosa voi farete da luglio in poi, ricordate questi giorni per sempre.

#maturita2019

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Biologia o evoluzione?

Vengono a cena da me due amici, prima del cabaret Delle paste lei mi confessa che stanno provando ad avere un figlio, che non arriva, che lei inizia a prendere alcuni integratori a riguardo e che se proprio non giungerà penseranno all’adozione.

Normalmente sarei salita sul tavolo tra bicchieri sporchi e resti di pizza ad elencare quanto siano meglio i viaggi dei figli, quanto rubino tempo e dipendano da te, quanto già siamo in troppi su questo pianeta semi distrutto, quanto la maternità sia un obbligo sociale bla bla bla…

Invece stavolta sono cresciuta. Ho capito il motivo e la sua voglia di diventare madre, di mettersi al servizio di una nuova vita e conoscendola potrebbe essere una nuova vita valida (non un respiriano non vaccinato per intenderci).

Le ho anche detto che per me è coraggiosa, coraggiosa nel portare avanti la sua decisione anche fino all’adozione e che siccome andrà tutto bene, io mi metto a disposizione come zia baby sitter.

Poi per tutta la notte, vuoi la pizza con il salame, vuoi questo pensiero, non ho chiuso occhio.

Mi sono sentita infastidita, nervosa, quasi malata. Non per la società eh ma per me stessa.

Io so di non volere figli ma non è che non li voglio perché la mia vita è votata ad una causa più grande, che so, andare in Africa e salvare tutti, diventare un medico che cura il tumore, andare su Giove. No no la mia vita è semplice anzi, burocraticamente facilitante ad essere madre. Il mio corpo è fertile, ho un lavoro fisso, un dna non male, un compagno affidabile. Eppure… Eppure non voglio figli. 

Non voglio figli perché mi fa senso la gestazione, perché non sono pronta per la maternità, perché solo al pensiero di levare del tempo a me per darlo ad una vita dipendente mi fa soffocare, mi viene la nausea e non vi scherzo.

Quindi mi ritengo malata, una persona che non è che decide di non fare figli per scelta ma per malattia (autodiagnosticata). Avrò una disforia di maternità.

E questa cosa mi fa sentire strana, mi infastidisce e non capisco se alla fine è veramente qualcosa di biologico ( sono nata senza il gene della mammite) o se mi sono solo evoluta, mi sono fatta Delle domande, ho fatto delle scelte.

Dunque non mi sento sbagliata per la società ma mi sento ‘handicappata’ mentalmente nei confronti di me stessa. Conto di superarla con la vecchiaia.

Ma nel frattempo…

C’è qualche medico in sala????

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