Masch advisor

O meglio chiamarlo tromb-Advisor?

Sapete a cosa mi riferisco? Ad una app che dovrebbe essere subito brevettata.

Una app come quella che recensisce hotel e ristoranti ma fatta con gli uomini. Ora vi faccio un esempio.

Marco: frequentato una settimana ad ottobre. Carino ma tirchio. Tromba bene anche se ha il pisello piccolo. Gli puzza un po’ l’alito ma ha delle belle mani. Ps. Molto legato alla mamma ma Consigliato.

5 stelle bellezza, 4 simpatia, 2 cavalleria, 4stelle per il sesso.

E poi una bella foto.

Piersalomone: ambizioso ma egocentrico, forse con quale mania ossessiva compulsiva. Ha offerto lui la birra, ha le orecchie troppo grandi, una bella macchina ma bacia a centrifuga. Visto una sera a luglio 2013

Martingiulio: legge molto, guida male, ha i denti storti, è disoccupato, ma è assai divertente, cerca una storia seria. Ama le parolacce a letto. Frequentato a novembre 2001.

Perché? Perché con la foto e la data puoi subito scoprire se il tipo ha una compagna che leggendo i dati della app riconosce il fedifrago e lo smaschera.

Capito cosa intendo?? Sempre con la foto, se la si dispone ed le stelle per dare dei giudizi generici.

Perché puoi capire, se il ragazzo è recensito, se vale la pensa sprecare il tuo costoso fondotinta, se quello che offre il menù si adatta a te o se vuoi rischiare comunque perché tanto i giudizi sono sogettivi.

Perché sei disperata e ti fai andare bene anche gli scarti.

Perché puoi selezionare il più affine, il migliore, anche se in teoria i migliori sono già presi.

Perché sai bene o male cosa ti aspetta, se vuoi cercare un ristorante ops un uomo per un pasto veloce o semplicemente per un po’ di compagnia.

Insomma io la comincerei a brevettare e mettere in line tutti i nostri maschi nel cassetto. Che dite?

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Quando è successo?

Quando si diventa dipendenti dagli uomini?

Ho visto il servizio di quella ragazza messinesi che, nonostante fosse stata data alle fiamme dal compagno, lo difendeva a spada tratta. Mi si è rivoltato lo stomaco e, spenta la tv, mi sono messa a riflettere?

Quando siamo diventate dipendenti dagli orari del marito? Dalla necessità di ostentare un compagno? Dal bisogno di conferme da parte di un uomo?

Sento donne che organizzano la loro vita in base ai tempi del loro uomo, donne che non fanno viaggi di lavoro o accettano posti lontani per non lasciarli soli, donne che forzano il loro orologio biologico per dargli dei figli, che imparano a fare il timballo meglio delle suocere, donne che hanno necessità di conferma data dai loro uomini, donne che non lasciano e non vogliono essere lasciate per dipendenza.

E tra queste mi sa che ci sono pure io ma quando è avvenuto il cambiamento? Ricordo che dopo essermi ripresa dalla prima batosta sentimentale, mi sentivo invincibile, superata quella, potevo superare tutto. Mi sentivo cazzuta e potente e mi ricordo che lasciai un poveretto dall’ oggi al domani solo perché quest’estate dovevo partire per fare animazione in villaggio.

Lo lasciai senza dargli possibilità di replica, lo lasciai perché io dovevo andare, perché non mi sarei fatta fermare da nessuno.

Forse c’è da dire che di sto poveraccio mi fregava ben poco però ricordo la mia forza di volontà, dovevo andare e andai, nessuno poteva fermarmi e lo lasciai senza troppi giri di parola, senza rivedersi mille volte per tornarsi roba varia, senza ripensamenti. 

Ciò che contava era solo il mio benessere.

Poi forse,schiave di uno status che ci vuole felicemente accoppiate, vuoi la vecchiaia e la stanchezza,vuoi il poter avere un appoggio morale e fisico,smetti di far tutto se non hai la spinta, se non sei sincronizzata coi tempi di lui, se non hai l’approvazione.

Quanto mi piacerebbe invece risentirmi la regina del mondo,cazzuta e sicura. Viaggiare da sola, lasciare senza menate, seguire solo il personale progetto di vita.

Ma poi mi chiedo… Se fossi rimasta per quel povero ragazzo, se non fossi partita, se fossi stata dipendente, oggi che persona sarei? Migliore o peggiore?

Tutte le maledette sliding doors della vita mi tormenteranno per sempre.

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Marchetta

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Amori nel tempo

Il tempo passa, i calli duolgono e le rughe spuntano ed assieme ad essi, muta la nostra percezione di amore.

La scorsa notte, in quella fase di dormiveglia in cui pensi a qualunque cosa, ho riflettuto su come cambia la nostra percezione di amore e di rapporto.

 A 15 anni volevo che il mio primo amore durasse per sempre, vivevamo in simbiosi, ci saremmo scambiati il respiro, non si poteva mai pensare che l’amore potesse fare male. 

A 20 anni l’amore era un accessorio, si passava da un ragazzo all’altro, non si contavano i giorni né si stabiliva se fosse una relazione o una trombamicizia. Non ci si sentiva con assiduità, ti piaceva uno e ci stavi e vi lasciavate senza troppe menate o problemi. Non si doveva andare da nessuna parte, ci si vedeva per il gusto di farlo.

A 25 sei troppo presa da te stessa e mentre il mondo attorno a te si prepara a sposarsi e partorire tu vuoi essere una ribelle, vuoi la carriera, vuoi esperienze saffiche, sadomasochistiche, vuoi un uomo folle, vuoi stare da sola, vuoi amare un tricheco e accoppiarti con un albero. Insomma vuoi tutto e niente. La stabilità ti fa paura e al massimo ti rifugi in storie sbagliate o in rapporti stantii  e di copertura solo per dire al mondo che pure tu comunque un pezzo di persona che spasima per te la hai.

A 30 anni invece, forse complice un orologio biologico che ticchetta, una stabilità, una maturazione, inizi a pensare che forse un povero stronzo che ti piglia così come sei, lo vuoi, che non vuoi morire sola e pazza, che la notte di natale non vuoi finire a cenare dal kebabbaro. E allora con affannosa ricerca e meticolosa cura, scavi tra gli uomini rimasti per trovare qualcuno che si adatti a te. E adesso hai premura e paura. Una cosa che a 20 anni non conoscevi, una paura che ti fa paura. Come se dovessi consolidare tutto prima di scadere, prima che lui ti conosca per bene e scappi via.

E a 35 anni? A 35 capisci che avere una persona è bello ma amare se stessi è ancora meglio. Che fare i fidanzati ti sta bene, ma una convivenza ti sta stretta, che vuoi tornare a casa e svaccarti da sola ma che vuoi anche la sua dolce compagnia. Che ti fa paura perderlo perché lo hai trovato a fatica ma che non sei pronta a far famiglia. E allora che si fa? 

Si rimpiangono i 20 anni e si aspetta comodamente che arrivino i 40 per maturare una consapevolezza nuova e scoprire se sarai una 40enne in ciabatte e plaid con lui che scoreggia accanto o una 40enne in minigonna di ecopelle che adesca ragazzini possenti nei pub.

State connessi, lo scopriremo tra qualche compleanno

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Marchetta obbligatoria

Sbalzi d’amore https://www.amazon.it/dp/1549968866/ref=cm_sw_r_other_apa_FbX.zb4V38RFQ

#gay #lesbian #equalright #love #trans

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Amore e coupon

Sto bevendo un ottimo frullato di kaki e cacao e col plaid sui piedi, riflettevo. Ai tempi della crisi, si può portare a cena una ragazza coi coupon?

Thefork fa la pubblicità di un primo appuntamento in un ristorante dove lui, anziché morire all’arrivo del conto, ha prenotato con l’applicazione e ha un consistente sconto.

Ma c’è chi pagherebbe la pizza coi ticket restaurant e chi prenota su groupon la cena del primo appuntamento.

E signori miei, con questa penuria che c’è, possiamo mica essere schizzinose? Già i più tirchi, pagano metà conto, alcuni fanno pagare noi, altri ci invitano solo per un caffè, io non farei troppo la preziosa se uno ci invita e paga coi coupon.

Però noi siamo cresciute con il mito della principessa cioccolata e viziata e se un pretendente si presenta con la prenotazione di groupon, noi gli diamo del poveraccio e corriamo dalle nostre amiche a piangere sul nefasto evento.

Bene, alla luce della mia riflessione e al caldo della mia copertina, voi andreste a cena, al primo appuntamento con il tipo che paga coi ticket? 

Del resto oh, ai tempi degli appuntamenti mordi e fuggi, un uomo che non sa se dopo una cena a base di filetto e prosecco poi avrà un minimo di tornaconto, ci pensa due volte a dilapidare il patrimonio alla prima cena e cerca di orientare la spesa grossa a favore dell’appuntamento dove secondo i suoi conti andrà in meta .

Raccontatemi le vostre esperienze.

Ps. Io da dama, Forse proprio alla prima cena eviterei ma devo dire che se non si fa vedere subito di che sconto siamo fatti, poi rischiamo di farlo capire troppo tardi.

Pps. Sono una che ama dividere il conto.

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È l’ultimo??

Tutte le principesse sognano il principe azzurro, l’uomo che le renderà felici per sempre, quello che non le lascerà mai.

Tutte tranne le principesse con l’ansia, quelle che per natura non si accontentano mai, quelle che vogliono sempre migliorare (anche solo a parole perché poi sono dannatamente pigre)

ecco io appartengo alle principesse con l’ansia, anzi, per essere precisi alle camionista ucraine con l’ansia, perché di principesco non c’ho na sega.

Quindi, visto che appartengo a questa categoria, l’uomo della mia vita è qualcosa che mi terrorizza più di It il pagliaccio.

Anche se lui fosse bello, ricco, intelligente, spiritoso, disponibile e premuroso e molte donne farebbero omicidi per averlo, io ho sempre lo stesso dubbio che mi ronza in testa: ho davvero finito? Finito di rimorchiare, di fare la gattamorta con i maschietti, finito di avere il brivido del non sapere come va una serata con un tipo nuovo? Ho davvero finito di avere appuntamenti minchioni e scopate strampalate da raccontare alle amiche? Ho davvero finito di scrivere qui sul blog, di maschi assurdi conosciuti in giro? È davvero finita tutta quella parte divertente, struggente, adolescenziale che, quando la hai la odi e quando ti sistemi ti manca?

Si, è finita perché anche il tuo corpo si è trasformato da catwoman a nonnapapera e quando entri da Pittarello vai subito a vedere le scarpe comode e il tuo shopping sono diventate pancere elastiche e gambaletti. Del resto oh, hai una certa età, le tue compagne di liceo sono al terzo figlio, e tu ormai se realizzata anche sul lavoro. Che cazzo vuoi di più?

Voglio si, voglio. Non che sia una pretenziosa, ma ho sempre paura che fuori ci sia qualcosa di più adatto, di ancora meglio, di più giusto.

E no, no che non sto sputando nel piatto dove mangio, no che posso avere il brivido della conquista anche con un uomo gia’ mio e no che non sono soddisfatta, solo che se penso che ancora posso vivere 60 anni, vorrei viverli al meglio e quale è il meglio? Questo o quello dopo? O addirittura nessuno? 

Saluti dalle paturnie vaginali di una donna di 34 anni.

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