o porno o morte

Ogni chat, ogni social , ogni messaggio privato tra fidanzati, trombamici e scopamanti ha una foto hot, un video piccante, una richiesta di sesso ben descritta.
Siamo nell’era del cybersex e tutto mi pare normale, forse esagerato, snaturato ma ormai all’ordine del giorno. Ogni donna o uomo è libero di fare del proprio corpo uno strumento di trasmissione e comunicazione. Se voglio mandarti una foto delle mie tette o farmi riprendere mentre ti faccio un pompino (ovviamente sottolineo VOGLIO) posso farlo. Sono consapevole che tu possa mandarlo ai tuoi amici o vendicarti mettendolo in rete se ci lasciamo, posso scambiarlo perfino io stessa, vantandomi delle mie performances  come fanno gli uomini. Che male c’è? Il sesso è mio e me lo gestisco io!
Spesso però questo gioco  perde il suo divertimento,perde il significato vero e proprio di diertimento e diventa peccato, diventa cattiveria, scherno, infrazione, ludibrio, sporcizia. Quando accade? Quando questo video in mano alle persone bsagliate, diventa realmente virale e si trasforma in una tragicommedia e tu paladina del sesso libero, diventi un personaggio sotto i riflettori perche hai fatto una cosa ancora tabù, indecente, sporca!
Ma tabù per chi?
per le puritane? per i maschietti che poi si masturbano proprio davanti a quel video che giudicano?
Non lo capisco e non lo capiro’ mai.
Certo è, che se mando dei miei video a sconosciuti, a della gente senza testa e senza scrupoli, a degli uomini sciocchi, devo pensare alle conseguenze, a cosa vado in contro, al fatto che nell’età tecnologica, la mia performance possa finire oltre oceano e mezzo mondo possa vederlo ma con questo, non dirò mai che una come Tiziana Cantone la gogna mediatica se la sia andata a cercare. ognuno è libero di fare ciò che starcazzo vuole!
L’unica cosa che rimprovero a Tiziana è stato il non riuscire più sopportato questo continuo ricordarsi di lei per quel video, doeva ancora resistere un po’, non doeva togliersi la vita anche se quella vita le era cambiata per sempre. Le  rimprovero. di non aver resistito di non aver aspettato che il fenomeno scemasse, di non pensare che come era comparsa poi sarebbe scomparsa. Si sarebbe stata ancora additata e derisa, avrebbe dovuto cambiare città amici e lavoro ma togliersi la vita no! Non lo dea fare. questo strampalato mondo cibernetico non doeva stravolgerla tanto.
Ovviamente la colpa è di tutti, di noi che ne abbiamo parlato, chattato, di noi che siamo stati brai a ridere e non a dire che anche noi lo abbiamo fatto solo che a noi ci è andata di culo!

due cose mi preme dire prima di concludere : ai maschi che le hanno dato della troia aguro impotenza e alle donne che le hanno detto che la morte era la giusta conclusione, auguro una figlia che si denudi in chat per una ricarica telefonica.

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L’amore senza a maiuscola

quello dei trent’anni è amore senza a maiuscola?

è un amore più saggio, critico, disilluso?

chiedo a voi per conferma perchè ho auto questo sentore.

E’ un amore dove le parole contano ma tanto, qualunque cosa ci dicano, noi abbiamo, ormai la nostra idea ed il nostro pensiero, doe la fiducia c’è ma è un po’ ammaccata dai vissuti, doe i gesti fanno piacere ma è come se non bastassero mai.

un amore dove non si dicono quelle frasi adolescenziali “io e te per la vita, per sempre, ti amo come non ho mai amato, sei tutto il mio mondo, fare tutto per te!”

siamo più cinici, più disillusi, più coscienti di ciò che diciamo e cerchiamo di restare coi piedi per terra, non diamo più peso a certe esternazioni esagerate o festose come facevamo da ragazzi.

E’ un bene? ne avremmo bisgono ma ci rinunciamo perchè siamo adulti? E’ un male non regalarsi del sano ottimismo in pillole fatto da un cioccolatino ed una frase stucchevole?

pensiamo davvero solo all’affitto, e cercare di prenderci l’uomo con il buon stipendio e che non ci tradisca? abbiamo rinunciato al figo palestrato bello e maledetto  per il quieto vivere e abbiamo rinunciato all’amore festoso e ricco per uno tiepido ma che comunque ci fa stare discretamente? senza fuochi d’artificio? Doe si procede piano piano erso un matrimonio che non è più il simbolo del persempre ma solo una convenzione sociale che sigla la voglia di non crepare da soli finchè divorzio non ci separi?

perchè se ci dicono “non ti tradirò mai, sei bellissima, ho scelto te tra tante” e altre cose tirate fuori da frasi social, noi anzichè bearci al calore di queste parole, arricciamo il naso o ridiamo nervose? come se non ci credessimo….come se non fossero per noi, come se fossero frasi standard dette a chissà quante, come se fossero dette per dire.

siamo nell’epoca in cui vogliamo il concreto e non il vanesio?

ma non è che così facendo ci abbrutiamo ed abbruttiamo pure in amore?

 

 

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La tabellina del tre

forsehopersolechiavi

Di solito mi lamento sempre di essere la fortunata estratta che viene sempre dopo la fidanzata strappa cuore.
Di capitare nel momento di chiusura dell’uomo,  di capitare quando lui si vuole divertire,  quando lui ha appena finito una storia importante e io fungo  solo da traghetto,  da cuscinetto a sfera che porta dalla devastante ex  al nuovo grande amore.
Ma quando conosci uno che ti dice: scusa ma esco da due storie complicate  e  non sono pronto?
Due?  Parallele?  Consecutive?
Allora,  la seconda storia  dovrebbe traghettarti a me?!  Sto  giro  sono la terza!  Sono quella  giusta!!!  Sto giro sono arrivata al momento giusto!
E no!  Momento giusto  stocazzo!  Questo qui è  doppiamente frustrato al livello fisico e psicologico, questo deve riprendersi  doppiamente!
Ma che cavolo  oh. Mai che prendo il momento giusto!
Ma fermi tutti,  forse il momento  giusto non c’è!
Forse vige sempre  la regola che se  c’è  interesse…

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un cane che si morde la coda

io lo devo dire, lo devo proprio dire anche se poi lo nego, e si, lo nego!

l’altro giorno rincoglionita dal sole e dal troppo cibo siculo (anzi cibbo perchè noi raddoppiamo porzioni e consonanti), ho pensato a quanto stracacazzo ci lamentiamo del corteggiamento maschile e stiamo sempre a cercare il pelo nell’uovo quando l’uovo lo dovremmo sbattere e mangiarlo per tirarci su.

ed è vero eh che se l’uomo cambia atteggiamento è perchè ha un’altra, si è stufato, si è adagiato sugli allori o semplicemente vi ritiene vostra e non deve più dimostrare una cippa, ed è altrettanto vero che tutti questi comportamenti porteranno a creare una femmina ansiosa e soffocante e un maschio che corre pisello al vento più veloce di Bolt, e che quindi quando un uomo smette di corteggiare si innesca un circolo vizioso deleterio ma è sempre vero che smette di corteggiare?

le cene fuori non si saranno trasformate in lui che sparecchia e lava i piatti?

i fiori che vi portava non saranno diventata l’immondizia buttata?

e i complimenti a strafottere che vi faceva magari adesso languiscono perchè vi presentate con la maschera all’argilla e di certo non vi può dire che siete una favola.

che le sue premure sono cambiate, che non vi apre lo sportello ma magari vi massaggia i piedi?

noi vorremmo sempre l’uomo che ci faccia sentire principesse a parole, ma se poi usa solo quelle, è un pallonaro, quindi deve aggiungere i gesti, ma se usa solo quelli, è un teatrante che deve colpire e scappare.

ma si può sapere che vogliamo? le nostre amiche ci dicono che lui ha occhi solo per noi, ci siamo fatte fare le carte pure dalla chiromante e fila tutto liscio, però noi dobbiamo trovarci il cavillo allora stiamo li a vedere quante volte ci dice il ti amo, quanti like gli mette la sua ex, quanti messaggi manda alla sua migliore amica e quanto ci pensa mentre fa altre cose e poi come ciliegina sulla torta, caghiamo la minchia col corteggiamento, non capendo che è un processo fisiologico che cambia col cambiare della coppia e si, tutte le donne vorrebbero che il proprio uomo le mettesse il mondo ai suoi piedi ogni giorno , aumentando le dosi piuttosto che diminuirle, ma dalla donna preistorica fino a Byoncè sappiamo bene che questa cosa esiste tanto quanto gli unicorni, quindi care casalinghe di voghera e non, accettiamolo come accettiamo le rughe e i capelli bianchi e se proprio non lo accettate andate a leggere un mio vecchio poste dove dico che le donne hanno bisogno, per stare bene, di avere tre uomini: uno che le corteggi sempre ( di solito o brutto ed a nostro avviso inchiavabile o sexy  ma lontano) uno che stia con loro e le scelga sempre ( di solito marito compagno o fidanzato) e uno che le faccia divertire ( amante, toyboy, compagno di avventure, trombamico)

ma io oh, di sta roba non v’ho detto nulla eh.

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fertilitystycazzy

ebbene si, mancavo solo io all’appello per smerdare questa campagna della ministra Lorenzin ma voi lo sapete, io ho i miei tempi di riflessione, non mi piace dare giudizi subito e dopo qualche giorno di rimuginazione ( o rimuginamento) ho “partorito” il mio pensiero.

A ME NON ME NE FREGA UN BENEAMATO CAZZO!

cara ministra, io della sua campagna me ne sbatto l’utero, prima una tuba e poi l’altra, perche figli non ne voglio e non ne ho mai voluti, mai mai mai. neanche da bambina, quando giocavo con le bambole erano amiche, mai figlie! nella mia vita non è contemplata la presenza di un poppante che pretende cose che ancora io non riesco a dare a me stessa.

mi spiace, sono contrita, vuole multarmi la passera?

continui a leggere cara ministra.

Tralasciamo il fatto che ho un lavoro precario, che vivo lontano dagli eventuali nonni, che sto in una favelas malsana e che a fine mese ci arrivo facendo la spesa all’eurospin, anche se, disgraziatamente, il leprotto bisestile dentro di me, trovasse le pile del mio orologio biologico e me lo facesse ticchettare, sappiamo bene, anzi lo so bene io, perchè a lei glielo hanno appena detto, che se la sanità, gli asili e la maternità lavorativa funzionassero bene, una il figlio lo potrebbe fare dai 16 ai 45 anni, senza fretta, quando vuole e si sente pronta senza la sua inutile campagna.

E sappiamo anche bene che i figli vanno fatti con coscienza e non come conigli idioti che si accoppiano e sfornano gente che non avrà mai un posto nel mondo come i venti figli di Cletus nel cartone animato dei Simpson.

e sa anche, cara ministra che per fare un figlio ci vuole cervello e se abbiamo cervello finisce che il figlio in questa Italia non lo facciamo?

inoltre, lei lo sa che ci vuole un utero funzionante e non tutte le donne purtroppo lo hanno?

in più lei lo sa che ci uole una solida famiglia, dei soldi, salute psicologica e una buona educazione affettiva,per fare un poppante? perchè si mette al mondo una creature e non un frullatore in una catena di montaggio, e se non hai queste caratteristiche farai un figlio pessimo in una società di merda?

e infine lo sa che ci vuole amore? che ancora in italia il figlio si deve fare in due e che molte donne l’amore non lo hanno nè a 20 nè a 30 nè a 40 anni e fare un figlio con un gatto o con l’amico gay diventa complicato?

detto ciò, io figli non ne voglio e il mio utero e la mia fertilità non sono un  bene comune, sono cose mie, e la mia umidissima e accogliente cervice servirà solo a prendere sterili trombate sporadiche ben protette da un preservativo. perchè dopo questa campagna di sensibilizzazione che ricorda vagamente, vagamente eh, il fascismo, lei deve dirmi grazie che non mi faccio sterilizzare come una gatta di strada!

gentile ministra le chiedo quindi, anzi la esorto a farsi caldamente i cazzi suoi, e che se vuole aiutare le donne può: migliorarne le condizioni lavorative, abbassare le tasse sugli assorbenti, far adottare bambini anche a coppie dello stesso sesso, fornire fidanzati pieni di spermatozooi a donne che stanno per compiere i 35 anni e sono single, fare asili nido statali, sveltire le pratiche di adozione e migliorare il sistema della fecondazione artificiale.

che ne pensa?

la prossima volta,questi soldi spesi per questa campagna, li dia a me, che ci compro tanti durex da distribuire a tutti quegli ignoranti che credono a ste stronzate e che sarebbe meglio, non si accoppiassero a fatto.

cordiali saluti dal mio utero fertile ma vuoto come il cerello di taluni.

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sorry and thanks

le scuse sono tra le cose più difficili da dire, che siano agli amici, alla famiglia o al proprio amore presente o passato, proprio non riusciamo a farcele uscire, come se l’orgoglio le ricacciasse dentro la pancia e non le facesse uscire dalla bocca, eppure, le scuse, sono importanti, importanti ed utili per andare avanti, per superare per perdonare o essere perdonati. anche quando l’altra persona nopn se le aspetta o neanche lo sa di doverle ricevere, le scuse si devono dire. è un gesto di umiltà ed onestà che dobbiamo imparare a fare.

quando le riceviamo di solito imbarazzati, tendiamo a sminuire, a dire che era tutto passato, che non fa nulla oppure, rancorosi carichiamo la dose aggiungendo dettagli e casini, insomma non facciamo mai sfogare la persona che ce le deve. allora io penso che il momento migliore sia, intanto riuscire a vedere quella persona in un posto tranquillo e silenzioso, da soli preferibilmente ( se lui/lei non sono psicopatici)

e parlare a raffica, cercando di catturare la loro attenzione prima con un ricordo e poi con il racconto di come vi siete sentiti e di come avete maturato la necessità di chiedere scusa.

scusa se ti ho tradito, se non sei stata abbastanza, se mi sono disinnamorato, se sono fuggito via, scusa per non averti supportato quando ne avevi bisogno, per non averti capito o aiutato, scusa per essere stato egoista, per averti soffocato, scusa per averti amato troppo, per aver preso per il culo il tuo gatto, per aver sfottuto tuo zio, per aver rovinato, quella maglietta a cui tenevi tanto, per non averti portato a mangiare la pizza per l’anniversario, per averti chiuso il telefono, scusa se mi puzzavano i piedi o se spesso avevo la tendenza a comandare, scusa per aver finito l’ultimo pezzo di dolce, per averti lasciato sola quando ne avevi bisogno e tutto ciò che vi viene in mente.

poi una vota finite le scuse, io comincerei coi grazie, una parola tanto semplice ma pure questa tanto ostica da dire, come se viziati globali, dessimo tutto per scontato:

grazie per avermele perdonate tutte, grazie per avermi capito, aiutato e sostenuto, per non avermi detto mai no, per avermi resa ciò che sono, per avermi dato un posto nel mondo, per avermi fatto sorridere quando tutto era buio e avermi cazziata per farmi capire le cose, grazie per la pizza fatta in casa quando eri stanco e per il massaggio alla contrattura, grazie per avermi pensata in viaggio, grazie per esserti ricordato, grazie per avermi amata con tutti i miei difetti, grazie per avermi spronata, grazie per avermi resa viva, grazie per i baci, le carezze e le pacche sulle spalle, grazie per l’amore, grazie per il regalo, grazie per i sorrisi ed i problemi risolti, e per tutto quello di cui siete grati.

quando avrete finito di scusarvi e di ringraziare gli altri, restate soli ed in silenzio e scusatevi con voi stesi per tutte le volte che vi siete ingannati e disamati, torturati e non ascoltati e poi ringraziatevi per tutte le volte che invece ci avete imbroccato, vi siete resi felici e avete fatto qualcosa di bello.

non potete capire quanto fa bene, quanto vi rimette in equilibrio con il mondo, vi sa sentire leggeri e pronti per una nuova avventura di vita.

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storie buone e storie no

leggo molto spesso su questi giornali estivi, delle fantastiche tecniche per capire se lui o lei sono quelli giusti per voi, per sapere se la vostra storia naufragherà o andrete in porto con il vento in poppa. alcuni requisiti che danno per capire se la storia è valida o meno, sono requisiti base, cercarsi, avere contatto fisico, raccontarsi, ridere, comunicare. minchia abbiamo scoperto l’acqua calda! se non ci fosse manco questo, che storia sarebbe? certo è che ad una certa età per amore di accasarsi, ci si prende anche il meno peggio ma poi dobbiamo anche saperci accontentare! se ci prendiamo il pigro poi non rompiamo le palle che non usciamo mai, se ci prendiamo un disoccupato, non lamentiamoci per la bolletta non pagata a fine mese, se ci accontentiamo dello sgrammaticato non dobbiamo sbuffare se ci fa fare figuracce. insomma come si fa a capire se una storia è buona o no? solo passandoci del tempo assieme, certe volte capisci subito se una persona fa per te, se alla seconda votla che ci esci vuoi incrociare i tuoi fili con i suoi, certe volte invece spingi una storia, ci credi, dai tutta te stessa e poi finisce tutto male? siamo fatti per tutti? siamo fatti per qualcuno? siamo fatti per pochi ma accettiamo chiunque. perchè?  

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